La caccia allo Squarlo, di Lewis Carroll

    Un fantastico ed esilarante poemetto illustrato

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    Tutti conoscono Lewis Carroll (1832-1898) per il suo rinomato capolavoro, Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, ma pochi conoscono questo piccolo gioiello in rima, La caccia allo Squarlo – Un’agonia in otto spasmi (titolo originale The hunting of the Snark), esilarante poemetto nonsense apparso per la prima volta nel Regno Unito nel 1876 e ora ripubblicato in Italia da Orecchio Acerbo nella traduzione in rima di Daniela Almansi (con testo originale di Carroll incluso), accompagnato dalle illustrazioni di Peter Newell e Cinzia Ghigliano.
     

    Il buon Capitano era molto apprezzato
    Da tutti i compagni di caccia:
    Com’era solenne! Com’era sensato!
    Bastava guardargli la faccia!

    Aveva comprato una mappa marina
    Che a tutti moltissimo piacque:
    Quel semplice foglio di carta azzurrina
    Mostrava soltanto le acque.

    “Macché continenti, levanti e ponenti
    E tropici e linee costali!”
    Gridava alla ciurma – E loro contenti:
    “Son solo dei segni formali!”

    Abbasso le mappe con rotte, con tappe,
    Con terre color verde scuro!
    Ci piace la nostra che solo ci mostra
    Un nulla vuotissimo e puro”.

    Lewis Carrol, La caccia allo Squarlo


    Questa, in breve, la trama: un’improbabile ciurma di personaggi tra il fantastico e l’assurdo – un Capitano, un Castoro, un Contabile, un Cassiere, un Cucicappucci, un Cuoco e un Carnefice di soli castori – naviga alla ricerca del terribile Squarlo, guidata da una mappa raffigurante solo l’azzurro del mare. Un’avventura rocambolesca e bizzarra sia nello svolgersi degli eventi che dal punto di vista linguistico, e va reso merito in questo alla splendida traduzione di Daniela Almansi: difficile l’arte del tradurre, ancor di più è lo è tradurre in rima e più arduo che mai farlo rendendo merito a un testo ricchissimo di giochi di parole, guizzi lessicali e piccole grandi arguzie come questo delizioso poema, esemplare e immortale testimonianza della vivacità del genio di Lewis Carroll. Altro pregio decisamente unico di questo volume è il sapiente lavoro di Cinzia Ghigliano, che accosta magnificamente, con notevole equilibrio e armonia, le sue illustrazioni e il suo inconfondibile stile a quelle di Peter Newell (1862-1924), celebre e prolifico autore e illustratore per bambini attivo negli Stati Uniti a cavallo tra Ottocento e Novecento. Le illustrazioni di Newell contenute nel libro risalgono infatti al 1903, anno della pubblicazione del poemetto, nella versione illustrata da Newell, ad opera dell'editore americano Harper & Brothers, oggi conosciuto come HarperCollins.

    Per gentile concessione dell’editore Orecchio Acerbo pubblichiamo in anteprima alcune delle illustrazioni contenute nel libro.


    Lewis Carroll, il cui vero nome era Charles Lutwidge Dodgson (Daresbury, 1832 – Guildford, 1898), è stato uno scrittore la cui fama è legata principalmente a due romanzi: Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (1871). Matematico e appassionato di logica, come si può evincere dallo stile giocoso e pieno di giochi di parole con cui ha redatto i romanzi, Carroll pubblicò anche diversi libri dedicati a queste due discipline, come Euclide e i suoi rivali moderni (1879), Il gioco della logica (1887) e Che cosa disse la tartaruga ad Achille (1894).

    Peter Newell (1862-1924) giovanissimo iniziò a lavorare in un piccolo studio fotografico di Jacksonville, dove ritoccava a pastello i foto-ritratti. Nel 1883 si trasferì a New York, e qui cominciò a pubblicare le sue illustrazioni prima su Harper’s Bazar e poi sul New York Graphic, iniziando così una carriera che lo rese, uno dei più prolifici e famosi illustratori dell’epoca. La sua popolarità è dovuta soprattutto ai suoi sei libri per bambini, tutti pubblicati nell’arco di vent’anni, fra il 1893 e il 1912. Pubblicati in Italia da Orecchio Acerbo: Il libro sbilenco (2007), Il libro esplosivo (2008) e I pisolini di Polly (2009).

    Cinzia Ghigliano inizia la sua carriera nel 1976 sul mensile Linus. Nel 1978 ottiene al Salone Internazionale dei Comics di Lucca il prestigioso premio Yellow Kid, quale miglior autore italiano. Collabora con riviste come il Corriere dei Piccoli e Snoopy. Nel 1986 ottiene, con Luca Novelli, il premio Andersen per la divulgazione scientifica, e lo vince ancora nel 2016 per il libro Lei. Vivian Maier (pubblicato da Orecchio Acerbo), come Miglior libro fatto ad arte. Sue opere sono presenti nei musei del fumetto di Bruxelles, Angouleme e Lisbona, mentre continua a partecipare a mostre collettive e personali in Italia e all’estero.