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    "B" come Bortolotti

    Le nuove tecnologie al servizio della musica

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    Per il ciclo Avanguardie `60, che si occupa del rapporto tra avanguardie artistiche e società, il 17 luglio 1979, la Rai manda in onda la puntata intitolata Per esempio Nuova Consonanza, dedicata all’omonima Associazione attorno alla quale, sul finire degli anni Cinquanta del Novecento, si erano riuniti alcuni giovani compositori con lo scopo di promuovere la musica contemporanea.

    Nella clip proposta, Mauro Bortolotti, tra i fondatori del gruppo, parla di quanto sia importante che il musicista studi e utilizzi le nuove tecnologie nel processo creativo, e di come le istituzioni concertistiche, la scuola e i mezzi di comunicazione di massa debbano assumersi la responsabilità di preparare il pubblico ai nuovi linguaggi.

    Credo che sia un dovere del musicista […] quello di aggiornarsi, di sfruttare gli ultimi mezzi che la tecnologia, anche la più perfezionata, mette a disposizione. Parlo dei calcolatori, dei vari generatori, di tutto quanto si va realizzando
    Mauro Bortolotti

    Mauro Bortolotti (Narni, 1926 - Roma, 2007) ha il privilegio di diplomarsi in composizione con Goffredo Petrassi presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, nonché in pianoforte con Rodolfo Caporali e in organo con Fernando Germani. Di Petrassi è anche uno dei successori, ricoprendo – dopo Franco Donatoni – il suo stesso incarico dal 1981 al 1993.

    Come molti autori della sua generazione, frequenta (1957–1968) gli Internationale Ferienkurse für Neue Musik a Darmstadt, dedicati allo studio e alla produzione di musica d'avanguardia. In quegli stessi anni, si specializza anche nella composizione di musica elettronica presso lo Studio di Fonologia di Firenze fondato da Pietro Grossi, pioniere italiano della musica elettronica e della computer music, che lo esorta ad approfondire la ricerca sul rapporto tra musica e nuove tecnologie. Ricerca alla quale Bortolotti dà seguito anche in ambito istituzionale e accademico presso il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE) dell'Università di Pisa. Nel 1983-1985 e, di nuovo, nel 1995-1996, è presidente di Nuova Consonanza.

    Bortolotti ha sempre manifestato un profondo interesse per la poesia, musicando, tra gli altri, versi di Rocco Scotellaro, Paul Éluard, Edward Cummings, John Berryman, Edoardo Sanguineti Pier Paolo Pasolini, Alfredo Giuliani, Thomas Bernhard Fernando Pessoa, Vladimir Majakovskj, Ranier Maria Rilke, Marco Valerio Marziale.

    Tra le opere di Mauro Bortolotti vanno ricordate: 4 poesie di Paul Éluard, per soprano, clarinetto e violoncello (1959-1978); Contre 2, per soprano e cinque strumenti (1965-1967); Parentesis, per clarinetto, fagotto e pianoforte (1967); Trasparencias, per clavicembalo e archi (1968); Pour le piano, per pianoforte (1969); E tuttavia…, per undici archi (1973); Sine nomine, per cinque strumenti (1974); Gran Duo da concerto, per pianoforte a quattro mani (1975); Studio dal vero: BS 28.V.74, per quindici strumenti (1975); Quartetto (Preludio a Berryman), per quartetto d'archi (1979); Room 231: Something Black, per soprano e quartetto d'archi (1980); Est animum, sinfonia per orchestra (1985); Homage to India, per otto fiati e contrabbasso (1989); Nell'impoetico mondo, per soprano e sei strumenti (1989); Grandes misterios habitam. Omaggio a Pessoa, per soprano e orchestra (1992); Della guerra, del mistero, delle stelle, per sei strumenti (1995); O poeta è um fingidor, per viola e otto strumenti (1999); Cadenze, quasi un concerto, per flauto e orchestra (1999); Dovuto a Giordano Bruno Nolano, per timpani e dodici strumenti a fiato (2002); …questa umidità, l'acqua calcarea. Frammenti per Thomas Bernhard, per soprano, voce recitante, percussioni e nastro magnetico (2004-2006); Ou le silence. Studio per le Elegie duinesi, per soprano e orchestra (2006).

    Nuova Consonanza
    Mario Bertoncini, Mauro Bortolotti, Aldo Clementi, Antonio De Blasio, Franco Evangelisti, Domenico Guaccero, Egisto Macchi, Daniele Paris e Francesco Pennisi fondano, intorno al 1959, Nuova Consonanza, un’associazione che si prefigge lo scopo, soprattutto per mezzo di una regolare attività concertistica, di far conoscere la musica colta contemporanea. Il nome, che allude all´esigenza di aggiornamento permanente e al desiderio di valorizzare le avanguardie europee, viene suggerito loro da Alberto Pironti, critico e storico della musica, che, con Mario Bortolotto, nel 1966, avrebbe dato vita alla celebre rivista “Lo spettatore musicale”.

    È stato costituito a Roma il gruppo Nuova Consonanza […], in considerazione della rilevata carenza delle organizzazioni ufficiali, che non solo mancano al compito di porsi a guida della vita musicale contemporanea, ma chiudono, per espressa disposizione, ogni sbocco per la musica più impegnata. Nuova Consonanza vuole promuovere attraverso le sue manifestazioni (esecuzioni, conferenze, dibattiti, etc.) la conoscenza più viva di tale musica e riuscire quindi da stimolante per un ampio pubblico
    Dalla presentazione del gruppo, comparsa nel numero del 24 febbraio 1962 de ‘Il Punto della Settimana’

    Tra i membri del movimento, nato attorno alla rivista "Ordini”, non c’è una granitica uniformità di pensiero: sono personalità musicalmente anche molto discordanti, che condividono, però, un duplice intento: svecchiare la musica in Italia e diffondere la musica contemporanea anche tra i giovani e nelle realtà più periferiche.

    Ad ospitare la prima iniziativa pubblica di Nuova Consonanza è il Ridotto del Teatro Eliseo di Roma. È il 2 marzo 1962, quando musicisti e appassionati si riuniscono in quella sala per ascoltare lavori di Herbert Eimert, Karlheinz Stockhausen, Gottfried Michael Koenig, György Ligeti, Herbert Brün, Mauricio Kagel, Josef Anton Riedl e Franco Evangelisti, che introduce anche la serata con una conferenza dal titolo Dieci anni di musica elettronica: un punto.

    All’inizio, le attività di Nuova Consonanza sono contraddistinte più da appassionate discussioni teoriche (il fenomeno aleatorio, la sinergia tra le diverse espressioni artistiche, l’attenzione per le nuove tecnologie elettroniche) che da una programmazione concertistica regolare, che prende il via, invece, nel 1963, coinvolgendo, oltre a quelli del primo appuntamento romano e agli stessi fondatori del gruppo, personaggi come Luigi Nono, Luciano Berio, Bruno Maderna, Dieter Schnebel, Niccolò Castiglioni, Franco Donatoni, Sylvano Bussotti.

    All’attività concertistica si affianca, comunque e sempre, quella di riflessione: Mario Bortolotto, Pierre Boulez, Massimo Cacciari, Diego Carpitella, Enrico Fubini, Emilio Garroni, Francesco Giannattasio, Michel Imberty, Heinz Klaus Metzger, Luigi Pestalozza, Karlheinz Stockhausen e altri musicologi, musicisti e filosofi pubblicano testi originali, editi da Nuova Consonanza.

    Il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza
    Nuova Consonanza dà vita anche a numerose filiazioni. Quella di maggior rilievo è, probabilmente, il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza (GINC), che nasce nel 1964 per volontà di Franco Evangelisti. Il compositore romano coinvolge nel progetto anche diversi musicisti stranieri: Larry Austin, John Eaton, John Heineman, Roland Kayn, William O. Smith, Ivan Vandor.

    In alcune conferenze tenute a Brema e Amburgo nel 1959, epoca in cui si scatenò la famosa polemica sulla validità dell´opera aperta, parlai dei limiti che questa portava in sé e della possibilità dei suoi ultimi sviluppi. Dovendo l´interprete completare nell´esecuzione gli schemi che il compositore forniva, io dissi, sarebbe stato necessario l´avvento di un nuovo tipo di esecutore che fosse anche compositore, in modo che potesse legare certi elementi musicali che, in esecuzioni date da interpreti di tipo tradizionale, vengono resi schiavi da una prassi che tale tipo di esecutore porta con sé. […]
    Franco Evangelisti

    Il GINC, oltre a essere l´unico gruppo di improvvisazione formato esclusivamente da compositori-esecutori, ribalta l´asserzione base dell´opera aperta (l´esecutore che diventa compositore), trasformando il compositore in esecutore, per mezzo di una fusione permanente tra l´atto della scrittura e quello del suonare.

    Nel 1967, a Evangelisti, Heineman e Kayn (gli altri hanno abbandonato il gruppo) si uniscono Mario Bertoncini, Walter Branchi, Ennio Morricone e Ivan Vandor. L’anno successivo, con l’arrivo di Macchi e l’uscita di Kayn, il GINC si presenta nella formazione che lo condurrà alla sua fase di massima espansione e fama.