Adriano Olivetti incontra Emilio Garroni
L'ultima e unica intervista al grande visionario
Dagli archivi Rai, questo unico e raro reportage (Ritratti di contemporanei: Adriano Olivetti, 1960) restituisce l’incontro tra il giovane filosofo e scrittore con uno degli industriali più anomali della storia italiana che, pochi giorni dopo, esattamente il 27 febbraio del 1960, sarebbe improvvisamente scomparso durante un viaggio in treno, da Milano a Losanna, lasciando un vuoto difficilmente colmabile.Ivrea, 2 febbraio 1960. Poco più che trentenne, Emilio Garroni viaggiava in treno per raggiungere il noto imprenditore Adriano Olivetti presso la sua fabbrica
Uomo di cultura, scrittore, politico, ideologo e promotore di un'infinità di iniziative ardite e intelligenti questo contributo su Adriano Olivetti (1901-1960) mette a fuoco il carattere eccezionale dell'uomo e di un'impresa che all’epoca esprimeva iniziative d’avanguardia (Olivetti. La bellezza di un’idea), a partire dalla creazione di un’immagine coordinata unica nel suo stile e linguaggio (Olivetti, tra grafica e prodotto: un ordine libero e aperto).
L’impronta decisiva che il giovane Adriano dava all’azienda del padre Camillo (Intervista impossibile a Camillo Olivetti), dopo ripetuti stage formativi presso grandi industrie americane, avviene fin dal 1929, quando per far fronte alla crisi, dava vita al primo “Ufficio Sviluppo e Pubblicità” interno a un’impresa italiana. Dal 1938, questa fucina creativa viene diretta dal poeta, saggista e critico d'arte Leonardo Sinisgalli, una figura nota per la sua versatilità; oggi definito "il Leonardo del Novecento", o anche “il poeta ingegnere”, oltre ad essere direttore artistico della Olivetti nell'impresa Sinisgalli matura esperienze di pubblicista, direttore di riviste, autore e documentarista, nonché disegnatore.
Si pensi a Paolo Volponi, Ottiero Ottieni, Ignazio Silone, Alberto Savinio, Italo Calvino, Attilio Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Bruno Munari e in seguito, Marcello Nizzoli, Giovanni Pintori, Umberto Eco e tanti altri. Con questi Adriano condivide le esperienze e gli effetti sono visibili nella creazione di un industrial design italiano di portata internazionale, che coinvolge tutti i settori, dall'urbanistica, all'architettura, fino all’editoria, alla pubblicità e al cinema. Dal 1949, infatti, Olivetti finanziava anche cortometraggi di tipo informativo e scientifico, sia dedicati alla produzione di macchine da scrivere, sia di carattere culturale su figure di architetti, pittori, scultori, illustratori, ma anche opere d’arte, mostre, monumenti, città, restauri di opere antiche, finanche a pellicole sul funzionamento della comunicazione.Ma non è stato l’unico. Fin dagli anni Trenta, arrivavano ad Ivrea i maggiori e futuri intellettuali, spesso anomali, italiani, tra architetti, designer, artisti e scrittori
Il reportage mostra i luoghi dove nasceva una progettazione creativa volta al progresso umano, un’idea costante di Adriano Olivetti che dedicava la sua vita a combattere l'alienazione umana prodotta della macchina.L’incontro tra Garrone e Adriano restituisce l'immagine di uomo elegante nella sua semplicità, cordiale, appassionato e curioso
Il pensiero umanistico di Olivetti, si traduce fin da subito nel programma di Comunità; presentato nel 1945 (L'ordine politico delle Comunità), è oggi ancora guardato come una delle basi teoriche del federalismo. Le sue comunità territoriali sono organiche a un tessuto culturale omogeneo ed economicamente autonomo, come vediamo nel film, quando Garrone lo vede per la prima volta, proprio all'interno di una di queste riunioni di Ivrea.È un problema di estrema complessità, dovremmo cercare di capire una questione fondamentale, quella del rapporto dell’uomo dentro la fabbrica e fuori la fabbrica
Adriano Olivetti
Oltre a case, asili e scuole destinati ai lavoratori, Olivetti creava per la sua fabbrica anche un'importante biblioteca, tutt'oggi consultabile presso l’Archivio Storio Olivetti di Ivrea. Nel filmato, vediamo in bella vista le più importanti riviste culturali italiane e straniere del momento, periodici che all'epoca entravano solo nelle case dell’élite e che Olivetti metteva a disposizione dei suoi operai nelle pause di lavoro.
Il reportage si conclude per le strade di Ivrea, dove Adriano parla delle sue origini e del Carnevale “giacobino” che a quelle date iniziava le sfilate per le vie della città.
FOTO DI COPERTINA
Adriano Olivetti, 1957