Antonio Pennacchi nasce a Latina il 26 gennaio 1950. Operaio presso l’Alcatel Cavi per trent’anni, si dedica alla politica, dapprima nelle file del MSI e poi in quelle del Partito marxista-leninista Italiano. A cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta aderisce al PSI, alla CGIL e poi alla UIL. Nel 1983 sospende l’attività di attivista e durante un periodo di cassa integrazione studia lettere e filosofia, laureandosi presso la facoltà di lettere della Sapienza. Il suo primo libro, Mammut, esce nel 1995, seguito nello stesso anno da Palude. Storia d’amore, di spettri e di trapianti. Nel 2003 esce Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi, romanzo autobiografico che nel 2007 diventa il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti. Nel 2010 pubblica Canale Mussolini, finalista al Premio Campiello e vincitore tra gli altri del Premio Strega, cui fanno seguito Storia di Karel (2013), Camerata Neandertal. Libri, fantasmi e funerali vari (2014), Canale Mussolini. Parte seconda (2015), Il delitto di Agora (2018) e La strada del mare (2020). Muore a Latina nel 2021.
Nel 2026 esce il Meridiano Mondadori dedicato alle Opere scelte di Antonio Pennacchi, a cura di Giuseppe Iannaccone, con una testimonianza di Antonio Franchini. Nello Speciale di Rai Cultura le interviste a Giuseppe Iannaccone, Antonio Franchini, Lorenzo Pavolini su questo scrittore che rientra a pieno titolo nel novero dei classici e un ricordo del figlio Giovanni.Seguono le nostre interviste ad Antonio Pennacchi in occasione dell'uscita dei suoi libri.