Il 4 maggio 2026, Roma ha ospitato un’importante giornata di riflessione internazionale sul significato e sul futuro della ricerca, grazie alla collaborazione tra Aspen Institute Italia e American Academy in Rome. L’evento, intitolato
Il passato, il presente e il futuro della ricerca: ciò che umanisti, artisti e scienziati possono imparare gli uni dagli altri, ha riunito studiosi, artisti e scienziati in un confronto interdisciplinare volto a ridefinire il ruolo della ricerca in una fase storica segnata da profonde trasformazioni culturali, tecnologiche e politiche.
Attraverso una serie di panel e conversazioni, ospitati tra Piazza Navona e Villa Aurelia, la conferenza ha affrontato il tema della ricerca da molteplici prospettive: storica, scientifica, artistica e geopolitica. Le discussioni hanno spaziato dal valore della conoscenza come forma di creatività alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale, offrendo un quadro articolato su come discipline diverse possano dialogare e apprendere reciprocamente.
Particolarmente significativa è stata la volontà di superare i tradizionali confini tra arti, scienze e discipline umanistiche, evidenziando come la ricerca rappresenti oggi non solo uno strumento di progresso, ma anche una risorsa essenziale per comprendere e orientare il presente. Il confronto finale dedicato a IA e Ricerca ha ulteriormente sottolineato l’urgenza di ripensare i modelli della produzione del sapere alla luce delle innovazioni tecnologiche.
Peter N. Miller, presidente e CEO dell’American Academy in Rome, ha ribadito l’importanza di comprendere la ricerca come forma specifica di creatività necessaria per affrontare il futuro, mentre Angelo Petroni, Segretario Generale di Aspen Institute Italia, ha sottolineato il valore strategico di questa collaborazione nel rafforzare il dialogo tra cultura, scienza e relazioni internazionali.
In un momento in cui la ricerca è sempre più oggetto di tensioni e ridefinizioni, l’evento ha offerto una visione chiara: il futuro della conoscenza dipenderà dalla capacità di artisti, umanisti e scienziati di costruire insieme nuovi percorsi comuni.