Adriano Olivetti, l'uomo del futuro
"Il Tempo e la Storia": Intervista a Lucio Villari
Nel corso dei lavori del Quarantaduesimo Comitato Unesco tenutosi dal 24 giugno al 4 luglio 2018, è stato celebrato l’ingresso nella lista del patrimonio mondiale di “Ivrea città industriale del XX secolo”. Alla base di questo riconoscimento ci sono l’intuizione e la capacità di Adriano Olivetti, un ingegnere partito dalla piccola azienda ereditata dal padre e che ha raggiunto un successo nazionale ed internazionale.
Figura chiave dello sviluppo industriale italiano della prima metà del Novecento, nasce sulla Collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l’11 aprile 1901
Il padre Camillo, anch’egli ingegnere, nel 1908 fonda a Ivrea la “Società Ing. C. Olivetti e C., prima fabbrica di macchina da scrivere”. Qui il giovane Adriano nel 1924, dopo avere conseguito la laurea in chimica industriale al Politecnico di Torino, inizia un apprendistato come operaio. L’anno seguente compie un viaggio di studi di circa un anno negli Stati Uniti. Percorre il paese in lungo e in largo, visita fabbriche, stabilimenti e uffici. Nonostante le insistenti richieste non riesce a incontrare Henry Ford, anche se proprio ad Adriano Olivetti si dovrà l’affermazione dei principi del taylorismo e del fordismo nell’industria italiana.
Durante la sua permanenza americana matura la scelta di seguire la strada del padre
Rientrato a Ivrea propone in azienda un vasto programma di progetti e innovazioni per modernizzare l’attività della Olivetti: organizzazione decentrata del personale, direzione per funzioni, razionalizzazione dei tempi e dei metodi di montaggio di sviluppo della rete commerciale in Italia e all’estero. Favorisce la costruzione di nuove fabbriche e sedi commerciali in Europa, in America Latina, in Medio Oriente e in Africa, tanto da ottenere alla fine degli anni Trenta un terzo del fatturato proprio all’estero. Avvia inoltre il progetto di realizzazione della prima macchina da scrivere portatile, che esce sul mercato nel 1932, con il nome di MP1. Proprio nello stesso anno, consolida la sua posizione di rilievo, con la nomina di direttore generale dell’azienda, di cui diventa presidente nel 1938, subentrando al padre. L’avvento della guerra e le sue posizioni dichiaratamente antifasciste lo costringono all’esilio in Svizzera tra il 1944 e il 1945.
Ingegnere chimico, imprenditore, intellettuale, politico, editore, Adriano Olivetti è stato molte cose, ma soprattutto un visionario, che ha cambiato le regole della produzione industriale, anticipando i tempi e disegnando una fabbrica a misura d’uomo
Si definisce un socialista liberale, un’etichetta che rivendicherà tutta la vita. Nel dopoguerra intensifica anche la sua attività di editore e scrittore. Trasforma una piccola casa editrice fondata in precedenza con alcuni amici, la Nei (Nuove Edizioni Ivrea), nelle Edizioni di Comunità e avvia un vasto programma editoriale che coinvolge autori ancora sconosciuti al grande pubblico e comprende opere di tutti i settori, dalla filosofia, alla sociologia, all’economia. Comunità è anche il nome del movimento politico e culturale che Adriano fonda nel 1947, con l’intento di affermare nuovi equilibri sociali, politici ed economici. Il movimento si presenta anche alle elezioni amministrative del 1956, in cui Olivetti trionfa, diventando sindaco di Ivrea.
Sul piano aziendale Olivetti persegue obiettivi di eccellenza tecnologica e innovazione aprendo verso i mercati internazionali con una cura ad un design industriale unico nel suo genere
Tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta vengono lanciati sul mercato alcuni prodotti destinati a diventare veri oggetti di culto per la bellezza, per la qualità tecnologica e per l’eccellenza funzionale: la macchina per scrivere Lexicon 80 (1948), la macchina per scrivere portatile Lettera 22 (Lettera 22: Compasso d'Oro per Adriano Olivetti), la calcolatrice Divisumma 24 (1956). A livello sociale, negli stabilimenti di Ivrea viene costituito nel 1948 il Consiglio di gestione, per molti anni unico esempio in Italia di organismo aziendale paritetico con poteri consultivi di ordine generale, sulla destinazione dei finanziamenti per i servizi sociali e l’assistenza.
Dal 1956 l’Olivetti riduce l’orario di lavoro da 48 a 45 ore settimanali, a parità di salario, in anticipo sui contratti nazionali di lavoro e si procede alla costruzione di quartieri residenziali per i dipendenti, di sedi per i servizi sociali quali la biblioteca, la mensa, l’asilo
Gli ottimi risultati conseguiti non distolgono l’attenzione di Adriano Olivetti dall’emergente tecnologia elettronica che si va sviluppando nel dopoguerra. Già nel 1952 l’azienda apre negli Stati Uniti un laboratorio di ricerche sui calcoli elettronici e tre anni dopo ne inaugura uno tutto italiano a Pisa. I risultati portano nel 1959 al lancio sul mercato dell’Elea 9003, il primo calcolatore elettrico sviluppato e prodotto in Italia.
A coronamento di un lungo percorso iniziato come operaio trentacinque anni prima, Adriano, sempre nel 1959, conclude un accordo per l’acquisizione della Underwood, azienda americana di macchine da scrivere, con quasi undicimila dipendenti, a cui il padre Camillo si era ispirato quando nel 1908 aveva avviato la sua iniziativa imprenditoriale.
In piena attività e con molti progetti importanti pronti da sviluppare, il 27 febbraio 1960, Adriano Olivetti muore improvvisamente colto da trombosi celebrale, durante un viaggio in treno da Milano a Losanna
Adriano Olivetti ha saputo trasformare una piccola cittadina di provincia in un punto di riferimento per economisti, scrittori, intellettuali, artisti. Il centro di un umanesimo laico e di un neocapitalismo, un laboratorio politico e sociale in cui realizzare il sogno di una nuova società sulla terra.
Ripercorriamo la sua vita e la sua attività imprenditoriale, anche con stralci di sue interviste, attraverso una puntata del programma Il Tempo e la Storia.
Da segnalare anche la fiction Adriano Olivetti. La forza di un sogno prodotta dalla Rai nel 2013, dedicata alla figura dell’imprenditore di Ivrea, con Luca Zingaretti nel ruolo di Adriano Olivetti.