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    La flora del Colosseo

    Un'icona. Quarta parte

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    In questa puntata della mini-serie che RAI Cultura dedica alla scoperta del Colosseo (nell’ambito della mostra Colosseo. Un’icona) la direttrice del monumento Rossella Rea racconta come nel corso del Medioevo e del Rinascimento il Colosseo subisce crolli e viene spogliato di una parte delle sue pietre.

    Il vento che soffia – impetuoso allora come oggi – ricopre di terra ogni ripiano e ogni arcata, ognuno con uno speciale microclima, e in questa specie di giardini pensili e selvaggi si depositano semi di ogni genere. Il Colosseo diventa  così una sorta di orto botanico dove crescono arbusti e sterpi, muschi e fiori; rami e liane pendono dalle arcate come in una giungla, la luce filtra attraverso le foglie. I botanici si accorgono presto di questa stranezza scientifica – il primo trattato sulla flora del Colosseo è del 1643, e altri seguono fino a tutto l’Ottocento – e con il prevalere della sensibilità romantica la metamorfosi vegetale dell’architettura affascina definitivamente i pittori.

    Specialmente i francesi dipingono le vedute cavernose e le arcate orlate di erba e fiori attraverso le quali si sbircia il cielo; lo ritraggono illuminato dalla luna, ombre e luci suggestive ne confondono i profili architettonici antichi e lo trasformano in un luogo dell’immaginazione.

    Nel 1870 Pietro Rosa, direttore della Real Soprintendenza agli scavi ed alle antichità, eliminò dal Colosseo "il pittoresco ammanto di verdura", stimato in circa 400 specie diverse.

    Tutt’oggi gli artisti si lasciano ispirare dalla flora del monumento.

    L'immagine di copertina di questo servizio è il Colosseo proposto dall'artista cinese Huang Yong Ping. L’opera è di proprietà del Astrup Fearnley Museet  a Oslo in Norvegia, disegnato da Renzo Piano.

    NdR Il servizio è stato realizzato nel 2017 in occasione della mostra Colosseo. Un'icona.  Rossella Rea è stata la direttrice del Colosseo dal 1979 fino a dicembre 2017.