Il lirismo plastico di Emilio Greco

L'omaggio allo scultore siciliano per i cento anni dalla nascita

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E' la bellezza che freme sotto lo sguardo di Emilio Greco, perché è folgorante, impossibile da rappresentare.

Così ha scritto Tahar Ben Jelloun cercando di definire la particolare qualità espressiva che caratterizza le sculture di Emilio Greco. Poeta e scultore di intenso lirismo, l'artista siciliano, nato a Catania nel 1913 e vissuto a lungo a Roma dove è scomparso nel 1995, è autore di indimenticabili figure femminili, sensuali ed enigmatiche, rese con una tecnica raffinatissima.

A cento anni dalla nascita Greco è stato celebrato con un doppio omaggio: al Museo di Roma di Palazzo Braschi e al Museo di San Salvatore in Lauro. In mostra bronzi, terrecotte, incisioni e disegni che ripercorrono i motivi più sentiti di quest'artista teso in un incessante dialogo con l'eredità classica: 

Può essere considerato attardato per questa sua volontà di rimanere nel solco della tradizione italiana. Ha privilegiato i materiali tipici della scultura aulica e si è inserito volontariamente in un filone di classicità. Studiava moltissimo la figurazione del corpo femminile perché nel corpo umano vedeva la possibilità di cercare un ritmo, una geometrizzazione, una volontà di volume.
Antonella Greco

L'arcaicità classica propria della ricerca statuaria di Greco si apre a esiti diversi negli ultimi decenni di attività:

Verso la fine della sua carriera tra gli anni Settanta e Ottanta c' è anche una grande ricerca manieristica, di torsione del corpo umano, di armonia anche attraverso una disarmonia, una complessità interna alla scultura che non si dà mai come ritratto, come reale, ma come indagine e come contraddizione.

Il servizio è stato realizzato da RAI Cultura in occasione della mostra Emilio Greco. I Segni e le Forme, Museo di Palazzo Braschi - Museo di San Salvatore in Lauro, Roma, 2013-2014