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Sandro Botticelli illustratore della Divina Commedia

Una mostra del 2000

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Un Botticelli inedito, illustratore del viaggio di Dante dalla selva oscura ai tumulti infernali, dalla montagna del Purgatorio alla luce del Paradiso

Sandro Botticelli Pittore della Divina Commedia, mostra allestita alle Scuderie del Quirinale nel 2000, presentava le novantadue pergamene dell'artista fiorentino giunte fino a noi, da un progetto originario completo di cento tavole. Le opere sono rimaste per cinque secoli smembrate in due gruppi: otto disegni sono stati custoditi alla Biblioteca Apostolica Vaticana e i restanti ottantaquattro, al Gabinetto di disegni e incisioni di Berlino. 
La mostra, che ebbe una prima mondiale a Berlino, arrivò a Roma per arricchirsi di un nuovo corpus di opere, quasi  un centinaio fra dipinti, disegni e manoscritti rinascimentali, alcuni veramente rari, sia di Botticelli, sia di altri pittori che hanno ispirato l'impresa tra cui, Filippo Lippi, Pollaiolo, Ghirlandaio, Verrocchio e Leonardo. 
Fra i capolavori di Botticelli, oltre a La Primavera, La nascita di Venere, La Calunnia e Pallade e il Centauro, tutti provenienti dagli Uffizi, erano presenti La Natività Mistica della National Gallery di Londra, I tre miracoli di San Zenobio, del Metropolitan Museum di New York e la Crocifissione simbolica, del Fogg Art Museum di Cambridge (Massachusetts).
La Divina Commedia fu commissionata a Botticelli allo scadere del Quattrocento da Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, cugino di secondo grado di Lorenzo il Magnifico, per il quale l'artista aveva già realizzato la Pallade e la Primavera degli Uffizi. 

La gara straordinaria tra due sommi fiorentini, a una distanza di quasi duecento anni, terminava in una Firenze che iniziava a vivere il tramonto del suo aureo Rinascimento

Dipinti allegorici, ritratti d’epoca, disegni e manoscritti di importanti protagonisti di quella stagione fiorentina, documentavano il passaggio dalla cultura neoplatonica, colta e raffinata di Lorenzo il Magnifico, Marsilio Ficino, Poliziano e Pico della Mirandola, alle grida tumultuose del Savonarola, la cui predicazione influenzò molto lo stesso Botticelli.


Domenico Michelino, La Divina Commedia illumina Firenze, 1456, Cattedrale Santa Maria del Fiore, Firenze

Armato del suo stile argenteo, Botticelli affrontava l'impresa con un repertorio iconografico alle spalle già vasto, modelli che il sommo poeta aveva ispirato quando era ancora in vita. Dagli antichi codici miniati della Commedia del Tre e Quattrocento, allora per pochi, fino alle immagini popolari all'epoca presenti a Firenze, come la grande tavola di Domenico Michelino (La Divina Commedia illumina Firenze), allievo di Beato Angelico, realizzata per la Cattedrale. 

Botticelli è artefice di un’opera grafica colossale, popolata di migliaia di figurine rese, per la prima volta, in illustrazioni molto dinamiche. Malefici diavoli e mostri, si alternano alle rappresentazioni della bellissima Beatrice, malinconica Venere nel Paradiso dantesco

Come nota lo storico dell'arte Andrea De Marchi, qui intervistato, il ritmo della narrazione inizia concitato ed impressionistico nei gironi infernali e nel monte Purgatorio, per farsi pian piano più disteso ed elaborato nei canti del Paradiso. Un po’ come accade nell’opera di Dante, che per l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, utilizzava moduli stilistici diversi, dal plebeo e popolare, al sublime. 

Le pergamene, in origine raccolte in un unico manoscritto recante le illustrazioni accanto al testo di Dante, si presentano tutte a diversi stadi di finitura, la maggior parte è costituita da disegni in bianco e nero e solo pochissime sono colorate. L'unica pergamena che si può considerare completa, introduce i canti dell'Inferno, ed è La voragine infernale.

 
Sandro Botticelli, La voragine infernale

Il documentario La commedia di Sandro, girato nell'occasione della mostra romana e oggi gentilmente concesso a Rai Web Cultura da Land Comunicazioni, presenta interviste degli storici dell'arte Andrea De Marchi, Giovanni Morello e dell'italianista Sebastiano Gentile.