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    Didattica a distanza e didattica in presenza

    30 aprile - Scuola@Casa News

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    Per Scuola@Casa News, oggi Gino Roncaglia ci propone… didattica a distanza e didattica in presenza. In questi giorni nel paese si è acceso un dibattito abbastanza vivace sulla riapertura delle scuole, in cui si sottolinea da molte parti, e molto giustamente, quanto sia importante anche la scuola come ambiente fisico, relazionale, ambiente anche di corporeità. In tale dibattito però, vi è un limite in questo dibattito, di tendere troppo spesso a contrapporre la didattica a distanza alla didattica in presenza. La didattica distanza che stiamo facendo in questi giorni, anche nel migliore dei casi, è, dal punto di vista strettamente teorico, sbagliata perché gli strumenti tecnologici che utilizziamo per la didattica a distanza, nel caso della scuola sono nati per affiancare e non per sostituire la didattica in presenza. Questa dimensione sostitutiva della didattica a distanza, è una dimensione impropria, ma d'altro canto in questa situazione inevitabile, necessaria. I modelli migliori sono quelli che prevedono un intreccio di lavoro in presenza e a distanza con le nuove e con le vecchie tecnologie.  In tale contesto si pone anche il dibattito sulla questione che la didattica a distanza presenti dei rischi di esclusione, di creazione di diseguaglianze. Ma la vera domanda che bisognerebbe porsi è: è la didattica distanza che crea diseguaglianze o piuttosto, la didattica a distanza rivela delle diseguaglianze nelle dotazioni tecnologiche, nelle competenze? In realtà sappiamo che le disuguaglianze non riguardano soltanto gli strumenti della didattica a distanza.
    In fondo uno dei casi di diseguaglianza rilevanti per il rendimento scolastico delle studentesse e degli studenti, è quello relativo alla dotazione tecnologica di una particolare tecnologia che è quella del libro a stampa.
    C'è un'enorme differenza nelle potenzialità di rendimento scolastico tra gli studenti che provengono da una famiglia che non ha i libri a casa o che ne ha pochi e chi invece viene da una famiglia che ha molti libri a casa e l'abitudine alla lettura. Questa è una differenza rilevante che ha anche un versante tecnologico oltre che culturale: così come la diseguaglianza nelle competenze e nella disponibilità di strumenti tecnologici ha un versante tecnologico, ma anche un versante culturale e anche radici socio-economiche. Quindi non c'è una contrapposizione tra nuove tecnologie che creano diseguaglianze e la scuola della presenza che li riduce. La scuola deve sempre lavorare per ridurre disuguaglianze ed essere inclusiva e deve farlo con le vecchie e con le nuove tecnologie,  con i libri come con i libri come con i computer e con la rete.
    La didattica distanza a cui siamo costretti in questo periodo non è ideale, è sostitutiva anziché integrativa, cercare di ripensare e di pensare le forme in cui alcuni strumenti che magari si stanno scoprendo ed utilizzando in questo periodo, può aiutare a farci ripensare le forme della didattica futura, una didattica che dovrai potrà ricordarsi anche della lezione che in qualche forma abbiamo imparato in questi mesi di didattica a distanza.

    Telefono azzurro- pagina dedicata all’emergenza: https://azzurro.it/coronavirus/
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