La passione per Matera

    La passione per Matera

    Capitale della cultura 2019

    La passione per Matera

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    Matera di sassi e di gravine, di chiese rupestri e pietre, è la capitale europea della cultura per il 2019. La prima di tutto il sud italiano. Una delle città abitate più antiche del mondo. Le sue origini risalgono all’età paleolitica, passando attraverso diverse ere e dominazioni, fino al presente della sua antichissima storia. 
    Il cinema ha scelto Matera come location ideale, fin dagli anni ’50, forse anche grazie al ritratto impietoso che ne fece Carlo Levi nel 1945 col suo Cristo si è fermato ad Eboli. Lo scrittore descrisse la città ambientando il racconto negli anni '40, quelli del suo confino, raccontando di un luogo poverissimo, umile, di una Matera arcaica, contadina, disperata. Per parlare di Matera bisogna partire dai sassi, abitazioni scavate nella roccia calcarea della gravina, divisi in due quartieri contrapposti l’uno all’altro: il sasso Baresano, che si affaccia verso Bari e quello Caveoso, che poggia sulla gravina di Matera. Abbandonate negli anni Sessanta, per le cattive condizioni igieniche che offrivano ai propri residenti, queste abitazioni rupestri sono rinate negli ultimi decenni, grazie ad attente ristrutturazioni. Oggi Matera è una meta turistica di primo piano. All’arrivo a Matera, il visitatore è sospeso sul belvedere. Sotto i suoi occhi i sassi, abbarbicati alla roccia, addossati gli uni agli altri, tra stradine, scalinate, tetti, balconcini di pietra e sullo sfondo la gravina, una grande spaccatura nella terra. Il territorio circostante è disseminato di chiese rupestri. La dannazione di Matera, i sassi, sono diventati la sua fortuna. Il cinema ha amato Matera fin dagli anni ’50. La location unica, la luce dorata, il contesto arcaico che fa pensare all’ Italia del sud ma anche al Medioriente, l’estrema versatilità dei suoi panorami brulli, ha restituito al cinema sfondi e contesti di aspra bellezza. Di film e documentari girati a Matera se ne contano a decine, questo non vuole esserne l’elenco puntuale ma solo una panoramica. Il primo cineasta a girare qui fu Mario Volpe il  film Le due sorelle del 1950. Poi Alberto Lattuada che girò La lupa nel 1953, trasferendo a Matera, la Sicilia di Verga. Il padre del cinema neorealista Roberto Rossellini vi ambientò il suo Viva l’Italia, nel 1961, realizzato per festeggiare il centenario dell’Unità d’Italia. A Matera in quell’occasione “sbarcarono” i Mille e Giuseppe Garibaldi. Paolo Stoppa vi interpretava Nino Bixio. Anni ruggenti, la pellicola girata da Luigi Zampa nel 1962, fu girata tra i sassi. Raccontava la storia di un assicuratore, Nino Manfredi, inviato da Roma nel periodo fascista e scambiato per un gerarca incaricato di un’ispezione. Nel 1963 Lina Wertmuller debutta come regista con il suo I basilischi in cui narra la storia di un piccolo gruppo di giovani apatici e indolenti. Il film viene girato nella Murgia e a Matera. Siamo nel 1964 e

    Pier Paolo Pasolini ambienta a Matera Gerusalemme  per il suo Il Vangelo secondo Matteo. Il regista sceglie sua madre per il ruolo della Madonna. Film controverso ma molto amato e considerato un punto di riferimento da molti cineasti 

    C’era una volta di Francesco Rosi, liberamente tratto da Lu cunto de li cunti, il Racconto dei racconti di Giovan Battista Basile, fu girato a Matera nel 1967.
    Molte opere furono ambientate a Matera negli anni Settanta. Da ricordare il film del 1979 Cristo si è fermato ad Eboli di Francesco Rosi, tratto dall’omonimo libro di Carlo Levi. Lo scrittore antifascista, narra la sua esperienza al confino in Basilicata. Fu Levi a raccontare all’Italia la povertà estrema e le pessime condizioni igieniche degli abitanti di Matera. Francesco Rosi ottenne una nomination all’Oscar per il suo film Tre fratelli del 1981. Il regista girò in Puglia e in parte a Matera  con un cast importante: tra gli altri vi presero parte Michele Placido, Philippe Noiret e Vittorio Mezzogiorno. Richard Gere interpretò King David nel film di Bruce Beresford del 1985. Sullo sfondo diverse località italiane ma anche Matera e la piccola incantevole Craco, paese della provincia materana, quasi del tutto spopolato ma molto richiesto come luogo di riprese nella zona. Molti dei film ambientati a Matera sono stati girati anche qui. Il sole anche di notte dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, tratto da un racconto di Tolstoj, fu girato nella zona nel 1990. Tra i protagonisti Nastassja Kinski, Julian Sands e Charlotte Gainsbourg. Il premio Oscar Giuseppe Tornatore ha girato la parte iniziale del suo film L’uomo delle stelle a Matera nel 1995. Nel cast tra gli altri Sergio Castellitto e Leopoldo Trieste. Michele Placido ambienta a Matera nel 1998 Del perduto amore.

    Poi i sassi, le gravine, le pietre di Matera diventano lo sfondo perfetto per Mel Gibson che gira qui e a Craco nel 2004  La Passione di Cristo

    film che ne racconta le ultime ore di vita con grande realismo. La violenza, la crudezza di alcune scene sollevano aspre polemiche. Il cast è importante: Jim Caviezel, Maia Morgertern, Monica Bellucci e moltissimi attori italiani. Per le stradine di Matera si parla aramaico, latino, ebraico. Mel Gibson, fervente cattolico, decide di usare le lingue parlate ai tempi di Gesù per tutte le riprese del film. Una scelta originale che ripeterà anni dopo in Apocalypto utilizzando la lingua maya. Matera è di nuovo Gerusalemme nel 2015 quando il regista kazako Timur Bekmambetov vi gira il suo Ben Hur, quinto adattamento cinematografico del libro A tale of Christ di Lew Wallace. Il kolossal, è un insuccesso e una grave perdita per i produttori. Vi recita però Morgan Freeman. Non poteva mancare un film di super eroi ambientato a Matera. Anzi di una supereroina: Wonder woman, film di Patty Jenkins uscito nelle sale nel 2016 e molto apprezzato dal pubblico. La carrellata di film ambientati a Matera si conclude per ora con l’italiano Veloce come il vento di Matteo Rovere, uscito nelle sale nel 2016. Stefano Accorsi è il protagonista di questo film di successo, venduto in decine di paesi nel mondo.

    E' il 1980. A poche settimane dal terremoto dell'Irpinia e a distanza di un anno dall'uscita nelle sale del film di Francesco Rosi, la Rai manda in onda la prima di quattro puntate della versione lunga del film (270 minuti). 
    Cristo si è fermato ad Eboli (prima puntata)