XX secolo. L'invenzione più bella

XX secolo. L'invenzione più bella

Una rassegna cinematografica promossa da CSC – Cineteca Nazionale

XX secolo. L'invenzione più bella

XX secolo. L’invenzione più bella è un viaggio nella storia del cinema che ha l'obiettivo di ricordarci o farci scoprire quanto sia unica e memorabile l'esperienza di vedere un film sul grande schermo, nella convinzione che il modo più efficace di riavvicinare il pubblico alle sale cinematografiche sia quello di dar loro l'opportunità di vedere dei gran bei film. 
Marta Donzelli, Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia

150 capolavori della cinematografia internazionale tutti presentati in copie 35mm o in DCP e rigorosamente in versione originale con sottotitoli italiani; 30 grandi protagonisti della storia del cinema tra registi interpreti e sceneggiatori; 7 mesi di programmazione dal 6 dicembre 2021 al 29 giugno 2022. Si intitola XX Secolo. L’invenzione più bella, la mega rassegna cinematografica che vede la luce per iniziativa del Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, con il sostegno del Ministero della Cultura e in collaborazione con Circuito Cinema. Un'occasione unica per i cinefili più esigenti e per gli spettatori più giovani che hanno l'occasione per conoscere capolavori, registi e attori degli anni d'oro che tornano finalmente sul grande schermo.
 
L'appuntamento è al cinema Quattro Fontane di Roma, tutti i lunedì e i martedì, e la domenica mattina. Dal 27 gennaio la platea si allarga e coinvolge anche il pubblico di Firenze che potrà assistere alle proiezioni al Cinema La Compagnia, grazie alla collaborazione con l'Area cinema della Fondazione Sistema Toscana. Il curatore della rassegna, Cesare Petrillo (tra i più autorevoli conoscitori, non solo in Italia, del “cinema classico”, e fondatore con Vieri Razzini di Teodora Film) l'ha articolata in 30 settimane, ognuna dedicata a un artista – registi, interpreti, sceneggiatori – di cui si potranno vedere cinque tra i titoli più rappresentativi della sua filmografia. 

Tutti pensano di conoscere Kubrick o Truffaut ma in quanti hanno avuto modo di vedere sul grande schermo Arancia meccanica o L'uomo che amava le donne? E quanti hanno mai visto dei film fondamentali come Nulla sul serio o I migliori anni della nostra vita? Ecco allora che a film e artisti celeberrimi, la Cineteca ha sentito la necessità di affiancare artisti di altrettanto valore ma spariti inspiegabilmente in quella voragine dell’oblio che è uno dei peggiori mali del nostro tempo. 
Cesare Petrillo, curatore della rassegna XX Secolo

Un'occasione rara, se non unica: rivedere o scoprire per la prima volta il fascino senza tempo delle pellicole di maestri del cinema come Billy Wilder, Robert Altman, Luis Buñuel, Ingmar Bergman, Ernst Lubitsch. Ammirare le belle fattezze di Carole Lombard o di Barbara Stanwyck, guardare negli occhi Tyrone Power, Alain Delon e Jean-Paul Belmondo. Per quanto riguarda i divi di casa nostra, come dimenticare un'attrice come Silvana Mangano, ingiustamente meno celebre di altre dive italiane. E poi tre omaggi doverosi: Suso Cecchi d'Amico, prima e per lungo tempo unica sceneggiatrice donna nel nostro panorama, e due grandi registi un po’ trascurati, Valerio Zurlini e, nel centenario della sua nascita, Mauro Bolognini


Una scena di M.A.S.H. di Robert Altman (1970)

Si comincia il 6 dicembre con una "cinquina" dedicata al regista americano Robert Altman, con – tra gli altri – uno dei titoli più rari dell'intera rassegna, Nashville, autentica pietra angolare del cinema degli anni ’70. E poi Il lungo addio, California Poker, MASH, I Compari
Seguono, fino al 23 gennaio, le settimane dedicate a Jack Nicholson (con Cinque pezzi facili e Il re dei giardini di Marvin di Bob Rafelson, Shining di Stanley Kubrick, L'ultima corvé di Hal Ashby e Chinatown di Roman Polanski); François Truffaut (I 400 colpi, Jules e Jim, La mia droga si chiama Julie, Adele H. Una storia d’amore, L’uomo che amava le donne), Barbara Stanwyck (La fiamma del peccato di Billy Wilder, Baby Face di Alfred E. Green, Lady Eva di Preston Sturges, Il terrore corre sul filo di Anatole Litvak, Ricorda quella notte di Mitchell Leisen), Ernst Lubitsch (Mancia competente, L’allegro tenente, Ninotchka, Partita a quattro, Scrivimi fermo posta), Carole Lombard (Ventesimo secolo di Howard Hawks, L’impareggiabile Godfrey di Gregory La Cava, Nulla sul serio di William A. Wellman, Vogliamo vivere! di Ernst Lubitsch, Swing High, Swing Low di Mitchell Leisen). Chiude questo primo cartellone di appuntamenti il nostro Valerio Zurlini con la proiezione di Estate violenta, La ragazza con la valigia, Le soldatesse, Seduto alla sua destra, La prima notte di quiete, Il deserto dei Tartari.

Cambiato secolo e millennio, ai capolavori qui raccolti si può guardare con tenerezza e insieme sgomento: Carole Lombard che non prende nulla sul serio, Jack Nicholson che si fa tagliare il naso da Polanski, Truffaut che si reinventa in Antoine Doinel, i soldatini di Altman che fanno scherzi in Corea, il sapore di sale e di bombe del primo Zurlini, le occhiate fulminanti della Stanwyck, l'aplomb di Cary Grant, le buffonate dei Marx… Il cinema saprà mai tornare a tanta creatività, a tale luminosa gioia?
Alberto Anile, Conservatore della Cineteca Nazionale CSC 


Carole Lombard e John Barrymore in "Ventesimo Secolo" (1934) di Howard Hawks

XX SECOLO. L'INVENZIONE PIU' BELLA - programma fino al 23 gennaio 2022

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