Aniello Montano. Le radici pitagoriche della Scuola Medica Salernitana

Il rapporto tra medicina e filosofia

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Aniello Montano (Acerra, 1941 - 2015), intervistato all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli nel dicembre del 2012, parla delle origini filosofiche della Scuola Medica Salernitana, che individua nella filosofia pitagorica.  Montano riferisce di alcuni documenti, venuti fuori a seguito di scavi archeologici fatti ad Elea (Velia), che attestano una tradizione di una scuola medica velina, che sarebbe giunta nella colonia dei Focei da Crotone, dove si era sviluppata una cultura medica intorno alla scuola pitagorica e al medico Alcmeone. Questa cultura potrebbe essere arrivata ad Elea, dove il filosofo Parmenide sarebbe diventato il prosecutore di questa scuola. Lo storico dell'antichità Giovanni Pugliese Carratelli (Napoli, 1911 – Roma, 2010) nel 1963, nella rivista La parola del passato, considera il filosofo Parmenide capo di una scuola medica di ispirazione pitagorica, e la stessa tesi è sostenuta da Marcello Gigante e da Pietro Ebner. Nel I secolo a.C. il poeta romano Orazio parla anche di Salerno, oltre che di Velia, come sede di una scuola medica. Cassiodoro, che aveva fondato a Squillace in Calabria il Vivarium dove si studiava medicina, nel secondo decennio del VI secolo d.C. diventa governatore della Lucania e del Bruzio che ha la sua sede a Salerno, il che potrebbe far pensare che quella medicina greca ,che era stata assorbita all’interno di questa esperienza di Vivarium calabrese, sia passata a Salerno nel VI secolo. 
La prima notizia di medici famosi a Salerno risale, secondo Montano, al 984, quando in una cronaca francese si afferma che il Vescovo di Verdun Adalberone in quell’anno si recò a Salerno per farsi curare. 
Una testimonianza inglese del 1075 riferisce dell’esistenza da lungo tempo di una scuola medica nella città di Salerno. Ci sono poi numerose testimonianze successive, delle quali la più importante riguarda la presenza a Salerno nell’XI secolo di Costantino l’Africano, che ha traduce dall’arabo e dall’ebraico importanti libri di medicina. 

Il rapporto tra filosofia e medicina è antico perché una concezione dell’uomo implica anche una concezione della cura delle malattie del suo corpo. In una visione unitaria dell’uomo, il cui organismo vivente ha anche la funzione di pensare e di parlare, la filosofia e la medicina non possono non essere in rapporto diretto. Il primo medico della Magna Grecia, Alcmeone di Crotone è un filosofo e si racconta che il filosofo Empedocle di Agrigento andasse in giro vestito con una lunga tunica a  distribuire parole, che definiva “parole che curano”. Le parole del medico sono farmaci. 


Aniello Montano, professore di storia della filosofia presso l'Università di Salerno, è stato anche direttore di Dipartimento presso lo stesso Ateneo. Collabora alla «Rivista di Storia della Filosofia» e a «Segni e comprensione». Si è interessato di filosofia antica e dei rapporti tra magia e sapere scientifico nel V secolo a.C. È autore di molti saggi tra cui ricordiamo: Il disincanto della modernità. Saggi su Sartre (Napoli 1994), Storia e convenzione. Vico contra Hobbes (Napoli 1996), La mente e la mano. Aspetti della storicità del sapere e del primato del fare in Giordano Bruno (2000), Il prisma a specchio della realtà. Percorsi di filosofia italiana tra Ottocento e Novecento (2002) e La fiamma e la farfalla. Saggi su Bruno (2002). Methodos. Aspetti dei metodi dei processi cognitivi nella Grecia antica, 2014, Loffredo. Spinoza e i filosofi, 2011, Le Lettere. I testimoni del tempo. Filosofia e vita civile a Napoli tra '700 e '900, 2010, Bibliopolis. Incontri con Marcello Gigante, 2008, Bibliopolis. Solitudine e solidarietà. Saggi su Sartre, Merlau-Ponty e Camus, 2006, Bibliopolis. Camus. Un mistico senza Dio, 2003, EMP.