Nadia Urbinati. Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia

Il governo dell'audience

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Nadia Urbinati, intervistata in occasione del Festival della saggistica Passaggi, che si è svolto a Fano dal 26 al 30 agosto 2020, parla del suo saggio Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia. Si tratta della traduzione italiana, edita da Il Mulino, della prima edizione inglese di un saggio che è oggi tradotto in varie lingue, tra cui l’arabo, e che suscita tanto interesse perché è sempre più sentita l’esigenza di individuare delle linee generali per riconoscere il fenomeno del populismo, così complicato e diverso nelle varie parti del mondo. 

L’idea del libro nacque nel 1996 in Inghilterra durante una conferenza sul populismo e l’oligarchia, che fu una riflessione su un nuovo modo di essere della democrazia, in una realtà nella quale erano scomparsi i partiti di massa ed erano nati i nuovi mezzi di comunicazione, prima le televisioni commerciali poi la rete. Questi media individuavano nella politica un oggetto di interesse economico attraverso il meccanismo dell’audience, che ha dato alla politica una forma nuova. 

In passato esisteva la condivisione o la non condivisione delle idee politiche da parte di soggetti interessati, che oggi è sostituita dal mi piace, non mi piace, un criterio che porta ad una dimensione estetica della politica, con un leader politico sotto i riflettori e un pubblico generico giudicante. 

Il populismo è oggi la forma di democrazia nell’età dei post-partiti, ossia dei partiti che sono solo dentro le istituzioni, ma non sono organizzatori di partecipazione, e nell’età del digitale. Il leader politico populista non ha oggi di fronte a sé un’ideologia, ma un popolo generico, che va unificato in relazione ad un nemico, come la casta o comunque chi non è popolo. Il populismo non abolisce la democrazia, non è fascismo, ma se non ci sono partiti organizzati la democrazia elettorale produce il governo dell’audience. 


Nadia Urbinati, docente di Teoria politica alla Columbia University, è una politologa specializzata in teoria liberale e democratica, rappresentanza e tradizioni anti-democratiche. È stata membro dell’Institute for Advanced Study (Princeton) e condirettore assieme ad Andrew Arato della rivista specializzata “Constellations: An International Journal of Critical and Democratic Theory”.
Ha vinto il Lenfest/Columbia Distinguished Faculty Award 2008-2009. Nel 2008 il Presidente della Repubblica Italiana le ha conferito il titolo di Commendatore della Repubblica “per il suo contributo allo studio della democrazia e alla diffusione del pensiero liberale e democratico italiano all’estero”. È autrice di diversi libri, fra cui: Liberi e uguali. Contro l’ideologia individualista, Laterza (2012); La mutazione antiegualitaria. Intervista sullo stato della democrazia, Laterza (2013); Me The People: How Populism Transforms Democracy, Harvard University Press (2019).