Il suicidio di Narciso

Disastro ambientale: a rischio è l'uomo non la natura

Paolo Ercolani parla della catastrofe ambientale in corso e delle conseguenze sulla sopravvivenza della specie umana sul nostro pianeta. 
L’uomo si è rivelato un essere egocentrico e narcisista. Da questo punto di vista, ha subito molte ferite narcisistiche: Copernico, Darwin, Marx, Freud e McLuhan, nei differenti ambiti in cui hanno operato, si sono incaricati di dimostrare che l’uomo e il mondo umano non sono il centro dell’Universo.

Da ultimo, negli anni Novanta del secolo scorso il biologo americano Edward Wilson ha inferto al Narciso umano la ferita definitiva, affermando che la biosfera è necessaria per l’homo sapiens, ma quest’ultimo non è necessario per la continuazione della biosfera.

Insomma, quando affrontiamo la questione ambientale, dobbiamo tenere presente che non è il pianeta ad essere a rischio, bensì chi lo abita. A cominciare da quell’homo sapiens che, malgrado tutta la sua intelligenza (o forse proprio a causa di essa), rischia di essere la prima specie che si estingue a seguito di un suicidio.


Paolo Ercolani insegna Filosofia dell’educazione, Storia della filosofia e Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università di Urbino. Si occupa di liberalismo e del passaggio epocale dalla società industriale a quella in Rete. Scrive per varie testate, tra cui “L’Espresso” e ha collaborato con “la Lettura” del “Corriere della Sera” e con Rai Educational Filosofia. Fondatore e membro del comitato scientifico dell’Osservatorio filosofico, è autore di vari articoli e libri, tra cui, Il Novecento negato. Hayek filosofo politico (Perugia 2006); System Error. La morte dell’uomo nell’era dei media (Perugia 2007); La storia infinita. Marx, il liberalismo e la maledizione di Nietzsche (Napoli 2011); L’ultimo Dio. Internet, il mercato e la religione stanno costruendo una società post-umana (Bari 2012); Qualcuno era italiano. Dal disastro politico all’utopia della Rete (Milano 2013); Contro le donne. Storia e critica del più antico pregiudizio (Venezia 2016) e Figli di un io minore. Dalla società aperta alla società ottusa (Venezia 2019).