Sanguineti racconta il Gruppo '63

"Capriccio italiano" romanzo simbolo della nuova avanguardia

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Nell'ottobre del 1963, scrittori e critici riuniti in un convegno all’Hotel Zagarella di Palermo, su invito e di contorno al festival di musica contemporanea «Settimana Internazionale di Nuova Musica» organizzato da Francesco Agnello, creavano un'avanguardia letteraria, chiamata Gruppo 63. Ne fecero parte, tra gli altri: Umberto Eco, Edoardo Sanguineti, Alberto Arbasino, Giorgio Manganelli, Renato Barilli, Francesco Leonetti, Giancarlo Marmori, Lamberto Pignotti, Nanni Balestrini, e immaginarono una nuova letteratura in provocatoria protesta contro l'assetto della realtà (un immenso pastiche indistinto privo di valore: dai bombardamenti al napalm al papato di Giovanni XXIII) e contro il realismo. E definirono un nuovo concetto di opera: “aperta” ai nuovi linguaggi e in grado di giocare con le forme più comuni della narrazione svuotandoli dall’interno.

In questo filmato Edoardo Sanguineti racconta il suo romanzo Capriccio Italiano, pubblicato proprio nel 1963 e portavoce del romanzo sperimentale grazie alle sue trovate lessicali ma anche allo stile onirico:

Nel '63, l'anno stesso in cui si costituisce il Gruppo, io pubblico un romanzo, Capriccio italiano, che diventa proprio la pietra dello scandalo di una narrativa alternativa - Edoardo Sanguineti

Edoardo Sanguineti (Genova, 1930 – 2010), poeta, scrittore e traduttore, fece parte dell'avanguardia letteraria Gruppo 63. Nel 1951 inizia a stilare quella che sarà la sua prima opera: Laborintus, che sarà poi pubblicata nel 1956, lo stesso anno in cui Sanguineti si laurea con una tesi su Dante. Nel 1963 nasce a Palermo il Gruppo '63, cui aderisce, e che aveva tra i suoi membri (tra i molti altri) Alberto Arbasino, Nanni Balestrini, Umberto Eco e Giorgio Manganelli, ma anche, seppure meno centrali nel movimento Gianni Celati, Amelia Rosselli e Carla Vasio. Nel 1965 gli viene assegnata la cattedra di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l'Università di Torino, insegnerà poi anche a Salerno e a Genova. Collabora con molti giornali tra cui Paese Sera, Il Giorno e L'Unità, con quest'ultimo in concomitanza anche della sua carriera politica, essendo iscritto al PCI, col quale viene eletto alla Camera dei deputati dal 1979 al 1983. Il suo stile poetico era caratterizzato da una ricerca di disgregazione del linguaggio e dalla tecnica dell'"assemblage" mutuata dalla pittura.