Colum McCann, Tredici modi di guardare

Premio Letterario Internazionale Mondello

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Il primo e più lungo dei quattro bellissimi racconti di Colum McCann, Tredici modi di guardare (pubblicati da Rizzoli nella traduzione di Marinella Magrì), quello che dà il titolo alla raccolta, è incentrato sull’ultimo giorno di vita di un giudice in pensione. Mentre ci affezioniamo a Peter Mendelsohn - con il suo disgusto per il pannolone con cui è costretto a dormire, l’amore per la moglie morta, l’orgoglio per il lavoro fatto, l’affetto per la badante Sally, lo sconcerto verso il figlio affarista, nevrotico e donnaiolo – veniamo informati dall’autore che l’uomo è stato ucciso con un pugno mentre usciva dal ristorante in cui aveva pranzato. I detective analizzano i video delle numerose telecamere di sorveglianza istallate in casa Mendelsohn dal figlio e quelli del ristorante: arriveranno così a indentificare un colpevole, ma non è detto che la giustizia trionferà. C’è una telecamera anche nell’ultimo racconto, “Trattato”: qui una suora che sta perdendo la memoria vede in tv l’uomo che da giovane l’ha tenuta prigioniera sei mesi, violentandola e infierendo su di lei. Va a Londra per guardarlo in faccia (lui ora si presenta come un politico moderato) e prega il gestore del bar in cui è avvenuto il loro incontro di non far vedere a nessuno quello che è successo tra loro nei pochi minuti in cui si sono parlati. “Sh’khol” è ambientato in Irlanda e racconta lo strazio di una madre convinta che il figlio adottivo che è sordo sia annegato in mare con la muta che lei gli ha appena regalato per Natale; in “Che ore sono adesso lì da te?” c’è uno scrittore alle prese con un racconto ambientato a Capodanno: immagina una giovane soldatessa in Afghanistan e le telefonate che fa a casa e questo abbozzo di storia, come le precedenti, colpisce per la sua verità, una verità, ottenuta grazie a un paziente studio:

I poeti come i detective, sanno che la verità è faticosa: non si ottiene per caso, è semmai frutto di cesello e di uno schiudersi lento, il prodotto di tempo e distanza e duro lavoro. Il poeta deve restare aperto alla possibilità che occorra percorrere una lunga strada prima che una parola sorga, o una frase tenga, o un ritmo si rilevi, e anche allora nulla è assicurato

 
Colum McCann è nato a Dublino il 28 febbraio 1965. Ha vinto prestigiosi premi letterari, tra cui il National Book Award nel 2009 con Questo bacio vada al mondo intero (Rizzoli 2010). I suoi romanzi sono pubblicati in 35 Paesi e in Italia tutti tradotti da Rizzoli. Vive a New York.