Torna a speciale scrivere un classico nel novecento

Se questo è un uomo di Primo Levi

Con Ernesto Ferrero

Condividi

Se questo è un uomo costituisce l’esordio letterario di Primo Levi. Scritto febbrilmente tra il dicembre 1945 e il gennaio 1947, racconta la prigionia subita dallo scrittore nel campo di Auschwitz nel 1944. La prima edizione del libro venne stampata in 2500 copie nel 1947 dalla piccola casa editrice torinese De Silva, diretta da Franco Antonicelli, dopo che alcuni grandi editori, fra cui Einaudi, avevano rifiutato il manoscritto (fu Cesare Pavese a prendere questa decisione e Natalia Ginzburg a comunicarlo a Levi). Con Ernesto Ferrero ripercorriamo la storia editoriale del testo che finalmente nel 1958 fu pubblicato da Einaudi nella collana Saggi. Primo Levi ne curò anche un’edizione scolastica. Ad Auschwitz e al ritorno da Auschwitz Levi dedicò altri due libri: La tregua (1963) e I sommersi e i salvati (1986). In Se questo è un uomo si parte dal campo di Fossoli, dove Levi viene rinchiuso, per poi descrivere il viaggio in treno, l'arrivo al campo e la scoperta di quella realtà. Uno studio pacato di cos'è l'uomo, oltre che un capolavoro letterario.

Se questo è un uomo è un libro che per qualche tempo è rimasto confinato nel genere delle testimonianze, ma è molto di più, è un capolavoro letterario che, attraverso  l'esperienza estrema di Auschwitz, ci parla dell'uomo, di quello che può fare nel bene e nel male, delle nostre responsabilità, ieri come oggi, perché, come dice lo stesso Primo Levi, l'idea che chi è straniero è automaticamente un nemico giace nascosta dentro di noi come un'infezione, ma quando diventa un sistema di pensiero può produrre degli atti e dei gesti che poi portano direttamente al lager. È accaduto, dunque può accadere nuovamente.

Ernesto Ferrero, torinese, ha lavorato a lungo in editoria e ha diretto il Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016. Tra i suoi libri, i romanzi N. (Premio Strega 2000), L'anno dell'Indiano (2001), Disegnare il vento (Premio Selezione Campiello 2011), Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna (2014), tutti presso Einaudi, insieme a Barbablú. Gilles de Rais e il tramonto del Medioevo (2004) e al saggio Primo Levi. La vita, le opere (2007). Sempre per Einaudi, ha pubblicato nel 2018 Amarcord bianconero e nel 2019 Francesco e il Sultano. Presso Mondadori le Lezioni napoleoniche (2002) e presso Feltrinelli il libro di memorie einaudiane I migliori anni della nostra vita (2005). Traduttore di Flaubert, Céline e Perec, è presidente del Centro studi Primo Levi di Torino.