Helle Helle secondo Bruno Berni

Se fosse

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Due donne, partite entrambe per fare una corsa, s’incontrano in un bosco. Sta scendendo la notte e si sono perse. In Se fosse, tradotto da Bruno Berni per Scritturapura, la scrittrice danese Helle Helle racconta il loro incontro alternando la prima persona di un personaggio con la terza dell’altro. Ci sono sensazioni fisiche, la vescica su un piede, la sete, la gomma da masticare come unico cibo, e c’è una conversazione che evoca fatti passati. Poi, il giorno dopo, c’è una casa che le accoglie e dei bambini che le spiano da una finestra. La civiltà non era così lontana come sembrava nella notte passata. Un romanzo ad alto tasso simbolico e insieme estremamente realistico sullo smarrimento che può arrivare a metà della vita. In questa intervista Bruno Berni, che ha tradotto sempre per Scritturapura anche il romanzo di Helle Come fosse al presente,  ci parla di Se fosse e del suo stile.

Mi brucia un orecchio e ho qualcosa appiccicoso alla guancia, ragnatela o resina, mi strofino mentre continuo ad avanzare. Forse le grida non erano così lontane, forse erano semplicemente prive di energia. Non so cosa sperare. Non so nemmeno come trovarla, mi limito a seguire il sentiero al ritmo che mi permettono l’oscurità e la vescica. Immagino cose diverse, può essere caduta su una pietra o su un tronco, magari proprio nel ruscello. Può essersi rotta una gamba o peggio. Ma può anche esserle andato un ramo nell’occhio. Può esserle caduto addosso un albero, il problema è se in tal caso avrebbe fatto in tempo a gridare. A questo si aggiunge il fatto che ha gridato due volte. Non riesco a capire. 


Helle Helle (Helle Olsen) è nata a Nakskov, in Danimarca, nel 1965, è forse la principale autrice della scena letteraria danese degli ultimi dieci anni. Per i suoi romanzi, dallo stile asciutto, ha ricevuto prestigiosi premi letterari come il Beatrice Prisen e il Boghandlernes Gyldne Laurbær.

Bruno Berni (Roma 1959), ha studiato letterature nordiche e letteratura tedesca a Roma e Copenaghen. Dal 1993 lavora all’Istituto Italiano di Studi Germanici come direttore della biblioteca e dal 2008 come ricercatore. Ha insegnato lingua e letteratura danese nelle università di Urbino (1994-1998) e Pisa (2014-2015), e lingua danese alla LUISS di Roma (1996-2001). Ha scritto saggi su autori del Settecento danese e del Novecento nordico e alcuni volumi su autori danesi (Vedere la cicogna. Introduzione a Karen Blixen, Biblioteca del Vascello 1996, Robin 2004; Ludvig Holberg tra Danimarca e Germania, Studi Germanici 2016; Miniature. Frammenti di letterature dal Nord, Aguaplano 2017). Dal 1987 ha tradotto e curato un centinaio di opere di prosa e poesia di autori classici e moderni soprattutto danesi, ma anche svedesi, norvegesi e tedeschi, tra i quali Karen Blixen, Lettere dall’Africa 1914-31, Adelphi 1987; Ludvig Holberg, Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, Adelphi 1994; Hans Christian Andersen, Fiabe e storie, Donzelli 2001, 2005, 2014. Ha inoltre collaborato a opere enciclopediche (Treccani, UTET) con voci su autori nordici ed è curatore della sezione nordica dell’ultima edizione del Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi (Milano 2006).