BERLIN di Jason Lutes

    Quando il romanzo storico è un capolavoro a fumetti

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    Lo splendido graphic novel Berlin, del fumettista statunitense Jason Lutes, realizzato dall’autore in un arco di tempo di più di vent’anni, tra documentazione, ricerca e la pubblicazione dei tre volumi di cui è composto (La città delle pietre, La città di fumo e La città della luce, pubblicati tra il 1996 e il 2018), è appena stato pubblicato dall’editore Coconino Press in un’unica edizione integrale cartonata, di agile lettura nonostante la mole (600 pagine), e arricchita dalle note editoriali, un’ampia bibliografia, l’utile indice illustrato dei personaggi e un testo critico finale.

    Imperdibile per gli amanti del romanzo storico, Berlin racconta le storie di diversi personaggi che dal 1928 al 1933 (la fase finale della Repubblica di Weimar) si intrecciano e vivono la città di Berlino da punti di osservazione diversi, a seconda della classe sociale, della religione, dell’adesione a un credo politico, o anche solo del caso. Dal giornalista che cerca di raccontare lucidamente la sua epoca all’artista scappata dalla una famiglia benestante che ritrae i volti della povera gente, dalla ragazzina abbandonata alla miseria e orfana della madre uccisa nello storico “Primo maggio di sangue” del 1929 alla famiglia ebrea che scopre sulla propria pelle le prime avvisaglie della discriminazione razziale che porterà alla tragedia dell’olocausto, e molte altre vicende profondamente umane in una storia corale che racconta una Berlino in pieno fermento agitata da miseria, crisi economica, scioperi e lotte politiche ma anche una scena artistica e culturale estremamente vivace sulle note della musica jazz, il tutto vissuto in prima persona da personaggi di fantasia e realmente esistiti sullo sfondo, sempre più incombente, dell’ascesa del nazismo, fino alle agghiaccianti immagini finali di Adolf Hitler che firma la sua nomina a Cancelliere del Reich.

    Si può allora apprezzare Berlin come una serie corale, una bella e tormentata storia d’amore, un appassionante romanzo a fumetti: è tutto questo. Si può usare quest’opera come un accurato e documentato libro di storia: è anche questo. Ma la si può anche leggere, a un livello più profondo e universale, come un canto e un’epopea dello smarrimento. Un racconto di ciò che rischiano le società umane quando sono minacciati i presupposti minimi della dignità delle persone. Un monito contro le facili ricette dei populismi, contro le ricette e gli slogan di chi invita a delegare ogni responsabilità personale e ogni scelta all’uomo forte di turno – Dalla postfazione di Luca Baldazzi, curatore dell’edizione italiana


    Berlin è insomma un lavoro magnifico, capace da una parte di un approfondimento storico e iconografico per qualità e quantità piuttosto raro per un fumetto, e dall’altra di mantenere, grazie a una sceneggiatura impeccabile (e all'efficace ed elegante traduzione di Elena Fattoretto), un ritmo decisamente avvincente per tutte le 600 pagine del fumetto, lasciando spesso al lettore l’intuizione di sviluppi narrativi che vengono evocati magari da una sola immagine di notevole forza visiva che parla più di mille parole.

    Jason Lutes è un fumettista statunitense, nato nel New Jersey nel 1967. È cresciuto leggendo Tintin di Hergé, fumetti americani di supereroi e storie western. Nel 1977 ha scoperto il gioco di ruolo Dungeons & Dragons, che ha avuto una grande influenza sul suo sviluppo creativo. Si è poi laureato in Illustrazione alla Rhode Island School of Design nel 1991. Nel 1994 ha iniziato a scrivere e disegnare Berlin, pubblicato nel corso degli anni in 22 comic books e raccolto in tre volumi, La città delle pietre, La città di fumo e La città della luce, tutti tradotti in Italia da Coconino Press. Tra gli altri suoi libri Jar of Fools, Houdini: The Handcuff King (con Nick Bertozzi) e The Fall (con Ed Brubaker). Attualmente insegna al Center for Cartoon Studies a White River Junction, nel Vermont.