Qui c'è tutto il mondo

    Graphic novel di formazione tra amicizia e diversità

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    Qui c’è tutto il mondo è un fumetto scritto da Cristiana Alicata e disegnato da Filippo Paris per l’editore Tunué, che racconta la storia dell’amicizia di tre ragazzine in un’estate indimenticabile, nel bene e nel male, un’estate degli anni ’80 in cui Anita, Tina e Elena dovranno imparare a confrontarsi con qualcosa di più grande di loro, con quello che le accomuna e le avvicina e quello che invece, loro malgrado, potrebbe separarle, e allora decidono di organizzare una fuga sul fiume su una zattera costruita in segreto, il loro segreto. Una storia sulle paure, gli entusiasmi e le sfide della crescita di tre bambine in un momento particolare delle loro vite, che tocca con delicatezza diverse tematiche importanti, dal desiderio di essere accettate all’importanza di non tradire se stesse, dalle questioni di genere al rapporto con i genitori, dalla resistenza al conformismo al disagio mentale, in un microcosmo piccolo e claustrofobico della provincia del nord Italia dove sembra non esserci spazio per l’autenticità. Il fumetto nasce da parte di un romanzo della stessa Cristiana Alicata, Ho dormito con te tutta la notte (Hacca edizioni), finalista 2015 di Modus Legendi. 
     
    Durante l’inverno del 1984, il più freddo degli ultimi cento anni, la mamma di Anita comincia a fare cose bizzarre: si mette le scarpe spaiate, balla da sola per strada e cambia umore da un minuto all’altro. Nel frattempo, Anita prova ad adattarsi al piccolo paese di provincia dove la famiglia si è appena trasferita dal sud dell’Italia e si ritrova a combattere le stranezze della mamma con due alleate diversissime tra loro: Tina, un maschiaccio come lei con cui Anita gioca a pallone e fa la pipì in piedi ed Elena che la rifornisce di acqua di Lourdes. Finché un giorno non decidono di scappare dall’incomprensibile mondo degli adulti.


    Sia per Cristiana Alicata che per Filippo Paris si tratta di un esordio nel mondo del fumetto, gli abbiamo chiesto come è stato per loro lavorare a questa nuova forma di narrazione e quale gli sembra essere il valore aggiunto del fumetto rispetto ad altri linguaggi che avevano già sperimentato.

    Cristiana Alicata -  Ero abituata a scrivere romanzi e lasciare molte porte aperte ai lettori e scrivendo in questo modo, che era il mio fino a  quel momento, all'inizio era come non guidare Filippo fino in fondo. Scrivevo, lui disegnava le prime matite e io non ritrovavo il mio narrato. Dopo un momento di quasi rottura c'è stato un cambio di passo radicale. Io ho cominciato a scrivere in modo diverso, conferendo tridimensionalità alla parola, dettagliando e consentendo a Filippo di "vedere" meglio il narrato. Malgrado il mio lavoro di privazione di gradi libertà Filippo ha continuato a metterci del suo e quindi è diventato un lavoro di arricchimento e scambio continuo.

    Cristiana Alicata, 1976, è ingegnere meccanico, ora manager nel settore food, prima automotive (FCA e Mazda). È al suo esordio nel mondo del graphic novel dopo aver pubblicato diversi romanzi: Quattro (Il Dito e La Luna 2006), Verrai a trovarmi d’inverno (Hacca, 2011), Ho dormito con te tutta la notte (Hacca, 2014).

    Filippo Paris - Sono stati due anni pieni di emozioni. Questo libro nasce dalla collaborazione tra due sconosciuti, che hanno dovuto prima di tutto imparare a conoscersi. Grazie a Simona Binni, la curatrice della collana Ariel, che ha saputo “vedere” oltre. Cristiana ha scritto una sceneggiatura che io definisco “generosa”. A tratti, ha lasciato la possibilità al disegno di sostituirsi alla parola. Un’apertura che mi ha consentito poi di vedere, tra le righe, altro ancora. Sono un architetto, ma prima ancora uno scenografo, all’interno di questo lavoro ci sono tante cose, è stato come creare un piccolo mondo, fatto di luoghi, di persone, delle loro dinamiche. È stata un’esperienza nuova, all’interno della quale c’è molto dei linguaggi sperimentati in precedenza, soprattutto dalla scenografia.

    Filippo Paris in qualità di architetto, ha lavorato nel settore pubblico e nel privato; come scenografo, per il teatro (Italia) e per emittenti televisive estere (Al Jazeera). È docente di liceo artistico a Roma.