I Maestri dell'ottone

    Costruttori di potenza

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    La “prima” tromba ha origini a dir poco remote, e la sua “missione” era diversa da quella attuale: in epoca preistorica, era utilizzata, a volte, come strumento di segnalazione, derivato da primitivi megafoni ottenuti da rami scavati o da canne, più spesso associata a riti magici, religiosi e funerari. L’ambito rituale si mescolerà a quello militare nel quale permangono, anche in età moderna, segni della sua funzione primitiva: il colore rosso delle stoffe, spesso unite allo strumento.

    Il potere magico della tromba è stato spesso accentuato col colore rosso o con ornamenti di stoffa rossa: gli eserciti dell’Europa ancor oggi avvolgono le loro trombe in feltro rosso e molte drappelle di quelle trombe sono rosse; rosso resta il colore distintivo di molte bande militari, straordinario esempio di persistenza tenace di un’antica tradizione
    Curt Sachs, Storia degli strumenti musicali

    La tromba moderna fa parte di una più ampia categoria di strumenti musicali a fiato, genericamente definita degli “ottoni”. Si tratta, in realtà, di un termine non scientifico al quale si preferisce la denominazione più esatta di “strumenti aerofoni a bocchino”. Ad essa, oltre alle trombe, appartengono i corni, le tube, gli eufoni i tromboni e altri strumenti, tutti ulteriormente distinguibili per altre caratteristiche morfologiche (la forma del canneggio, la configurazione esterna del tubo, lo sviluppo degli inserimenti supplementari, l’applicazione di bocchini a tazza appiattita o a cono allungato), per l’estensione in ottave, per il timbro, per le possibilità espressive. Solamente a mo’ di sintetico esempio: cornetta (sopracuta, sopranino, soprano); flicorno (sopranino, soprano); corno (tenore, basso); trombone (contralto, contrabbasso, basso); tuba (basso, contrabbasso, subbasso, subcontrabbasso); tromba (sopranino, soprano, tenore). Ciascuna variante assume un nome specifico, ascrivibile al nome del costruttore o del musicista che per primo, o maggiormente, ne adottò l’uso (per esempio le tube wagneriane).

    Tutti gli attuali “ottoni” sono frutto di una lunghissima quanto elaborata evoluzione. Le prime trombe, per esempio, non consentivano di ricavare una grande varietà di note e avevano considerevoli problemi di intonazione. Assunsero una forma curva simile a quella attuale nel XVI secolo; nel 1638, a Francoforte, fu pubblicato il Modo per imparare a sonare la tromba e nello stesso secolo fu introdotta nelle orchestre; nel 1813 furono dotate dei pistoni.

    Musicisti e costruttori, ansiosi di avere trombe e corni in orchestra, dov’eran già presenti i tromboni, andarono alla ricerca d’ogni mezzo che permettesse di riempire le lacune tra gli armonici, onde dotare questi strumenti di scale diatoniche e anche cromatiche
    Curt Sachs, Storia degli strumenti musicali

    In tutti questi strumenti, l’elemento basilare per la produzione del suono è costituito dalle labbra dell’esecutore (che si comportano, sostanzialmente, come le ance doppie di oboe, corno inglese e fagotto), mentre l’altezza del suono è determinata dalla lunghezza (e solo parzialmente dallo spessore) del tubo. La tecnica si basa sulla condizione di ricavare, da un tubo di lunghezza e intonazione prestabilite, una sequenza di suoni più acuti selezionati dall’esecutore per mezzo dei movimenti delle labbra sul bocchino. Con l’aggiunta di meccanismi a pistone (trombe) o a leva (corni, tube) o a coulisse (tromboni), l’intonazione di base si può variare verso il grave, ottenendo da ogni nuova lunghezza, sempre grazie alle tecniche di labbro, altrettante serie di suoni più acuti.

    Gli aerofoni a bocchino si distinguono per una notevole potenza sonora, una grandissima varietà timbrica, dinamica e di articolazione.