La rassegna “Ierofania - Sulle vie del Sacro”, promossa e organizzata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) del MiC, attraverso l’Istituto Centrale per la valorizzazione, nasce come progetto diffuso e multidisciplinare, volto a coniugare la valorizzazione di siti archeologici – tanto noti quanto, soprattutto, meno conosciuti ma fortemente segnati e densamente stratificati – con una riflessione ampia e plurale sul tema del Sacro, inteso in una prospettiva insieme riflessiva, estetica e performativa.
La scelta del nome “Ierofania” è un esplicito omaggio a Mircea Eliade e rimanda alla consapevolezza che l’attraversamento fisico e mentale dei luoghi significhi riconoscerne la valenza simbolica, quella che Servio sintetizzava nella celebre affermazione: nullus locus sine genio — nessun luogo è privo del proprio spirito.
Un viaggio che, dal cuore dell’Italia (il Lazio), si muove verso Sud in una sorta di catabasi simbolica, per tornare a guardare questi luoghi con uno sguardo rinnovato, abitandoli attraverso la parola poetica, la danza, la musica e il dramma come azione sacra. Un percorso di re-incantamento del mondo, che nasce da un’intensa comunione con il sacro vivente. Un progetto che elegge luoghi identitari della memoria culturale nazionale meno noti a proprio fulcro nevralgico, operando per sviluppare, in un’unica azione declinata su più appuntamenti, gli obiettivi di valorizzazione dei territori e di coesione sociale delineati dal Piano Olivetti per la Cultura del MiC.
Vi saranno momenti di approfondimento culturale espresso in vari linguaggi, insieme a intellettuali, filosofi, poeti, archeologi, scrittori, storici dell’arte e con il coinvolgimento di artisti che esploreranno il sacro come esperienza performativa, del contemporaneo, in grado di “dire il sacro” nei modi in cui esso può ancora manifestarsi all’interno di linguaggi ormai apparentemente desacralizzati. Allo stesso modo, l’arte figurativa sarà chiamata a interrogarsi sul proprio difficile compito: rappresentare il sacro nel tempo presente. Questa rassegna si configura, dunque, come un appuntamento che ci chiama e ci interroga sulla possibilità di leggere e decodificare l’idea di luogo come spazio di ierofanie: un invito a riattivare la dimensione immaginifica sopita e a costruire un nuovo alfabeto del Sacro per il nostro tempo.