Per oltre un secolo l’architettura di Michelangelo (1475–1564) è stata considerata una derivazione secondaria della sua attività di scultore e giudicata prevalentemente in base agli esiti plastico-anatomici. Solo negli ultimi trent’anni essa è stata oggetto di indagini rinnovate e interdisciplinari, svincolate dagli schemi formalisti del Novecento: ciascun intervento è stato riesaminato sotto il profilo storico e filologico; sono stati approfonditi i livelli simbolici; sono stati analizzati i processi ideativi attraverso disegni e modelli; sono state studiate le tecniche costruttive e le dinamiche di cantiere, i principi statico-strutturali e le interazioni con i contesti culturali extra-artistici del tempo.
Accanto a un sensibile ampliamento delle conoscenze sui singoli edifici, la ricerca più recente ha messo in luce l’autonomia intellettuale dell’architettura michelangiolesca rispetto alle arti figurative, ricollocandola pienamente nel quadro della cultura progettuale rinascimentale. Opere e progetti di Buonarroti rivelano infatti una sostanziale consonanza con il classicismo del Rinascimento: dall’adeguatezza rappresentativa al rapporto organico tra spazi e funzioni, dalle modalità di concezione ed esecuzione fino all’impiego del lessico degli ordini architettonici all’antica, sebbene declinato secondo modalità proprie e riconoscibili.
In questo orizzonte si colloca il progetto MetaMic. The metaverse of the unbuilt architecture of Michelangelo Buonarroti, una ricerca fortemente innovativa che integra storia e disegno dell’architettura, computer design e informatica. Il progetto si propone di realizzare un ambiente virtuale dedicato alle architetture non realizzate di Michelangelo, ricostruite e inserite nei rispettivi contesti urbani originari. Selezionato tra i Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) 2022 e sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi dell’Unione Europea nell’ambito del programma #NextGenerationEU (PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), MetaMic riunisce quattro unità di ricerca: l’Università di Camerino, l’Università di Firenze, l’Università Iuav di Venezia e l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.
I primi esiti dell’indagine sono stati presentati nel corso del convegno internazionale Michelangelo Buonarroti e l'Architettura a cura di Federico Bellini ed Emanuela Ferretti, svoltosi a Roma all’Accademia Nazionale di San Luca (29–30 gennaio 2026), occasione che ha consentito di fare il punto sugli studi dedicati alla pratica architettonica dell’artista, individuare nuove direttrici di ricerca e ricomporre gli apporti più recenti entro una visione organica e aggiornata di Michelangelo architetto.