Edoardo Dallari. Il conflitto costituente

Da Platone a Machiavelli

Edoardo Dallari parla del suo saggio Il conflitto costituente. Da Platone a Machiavelli, pubblicato da Mimesis nel 2021. 

In Machiavelli convivono dunque tre prospettive che consentono, almeno è la credenza che regge questo saggio, di eleggere Machiavelli a figura del destino europeo e occidentale: anamnesi dell’antico, immanentizzazione del reale e possibilità astratta del nichilismo.

Machiavelli è inattuale perché anticipa la crisi del Soggetto nella sperimentalità del mondo attraverso la decisione: presagisce la crisi del Soggetto moderno ante litteram nell’atto medesimo della fondazione, vede la crisi tra teoria e prassi, ma non accetta alcuna rinuncia nichilista. È Prometeo ed Epimeteo insieme, è Giano bifronte. Indica il limite trascendentale del Politico: la critica della ragion politica è essenziale alla determinazione della forma della contraddizione per condurla al limite che può, forse, farla esplodere.



L’uomo è l’animale degno della possibilità, può essere tutto e nulla: è una forma cava, indeterminata, indefinita. Nusquam integer, mai integro, duplex, duplice, contraddittorio, aveva detto Petrarca. Il perché dell’infinita varietà «io non lo so», si può solo narrare con spasmodica attenzione, vedere e toccare con quella rapidità e «natural chiarezza di visione» grazie a cui i fatti «saltan fuori» appoggiandosi e spingendosi a vicenda. «Io credo che come la natura ha facto ad l’huomo diverso volto, così li habbi facto diverso ingegno et diversa fantasia». Questa diversità è segno della sua costante insecuritas e incostanza, della sua inquietudine e impazienza a stare, che è a un tempo l’esigenza vitale alla pace, conatus alla sicurezza. L’invincibile agitazione, l’impotenza a essere soddisfatto, l’incapacità di lasciarsi in pace e di non lasciare in pace l’altro sono tutt’uno con la volontà di sperimentare ordine, di organizzarsi in uno Stato.

L’arte della politica è arte del possibile che, proprio in quanto si muove in una natura “impazzata”, deve essere “pazzia”, impeto e slancio razionali, sforzo estremo ed eccessivo di volontà e immaginazione extra ordinem. E questo sforzo, benché possa plasmarsi virtuosamente nello spazio che la Fortuna gli concede, è costitutivamente sottoposto al darsi dell’evento, all’occasione che può necessariamente darsi. 



Edoardo Dallari è giornalista pubblicista e filosofo. È cultore della materia di storia della filosofia antica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano