Zeri visita Fabriano dopo il terremoto

Non solo Assisi, Nino Criscenti, 1997

Dal 1959, fino al 1963, '64, io tutte le estati ho passato un mese a Spoleto e ho approfittato di questa vacanza per visitare palmo per palmo buona parte dell'Umbria, con l'auto, guidando da me, senza impegni, andando dove volevo, eccetera …
Federico Zeri  

Estratto dal documentario di Nino Criscenti, Non solo Assisi (1997), qui Zeri visita la città di Fabriano dopo il terremoto del 1997, quando una violenta scossa di magnitudo 6.1 devastò le regioni dell'Umbria e delle Marche. 
Oltre al crollo della volta della Basilica di San Francesco ad Assisi (Il restauro della Basilica dopo il terremoto del 1997), lo sciame sismico, che durò diversi mesi, interessò moltissimi piccoli centri: Foligno, Nocera Umbra, Preci, Sellano, Assisi, Serravalle di Chienti, Camerino e Fabriano.
Zeri visita Fabriano e premette che la città sorge su un terreno molto sismico, per cui ha subito danni di terremoto almeno ogni secolo. 
Il grande conoscitore d'arte, con l'elmetto giallo di protezione sul capo, entra sbigottito nella Chiesa di San Nicolò
La volta è semicrollata, la chiesa pericolante e Zeri sembra caricare su di sé il dolore e la compassione per gli innumerevoli danni all'amato patrimonio.

Un quadro del Guercino è ancora lì, appeso all'altare, "nessuno l'ha tolto" e le macerie polverose sono ovunque. "Poveri noi", esclama Zeri, mentre nota che nessuno prima di lui era ancora entrato nella chiesa

Dell'antico edificio di San Nicolò, fondato dai Benedettini nel XII secolo, non c'è più traccia, causa il terremoto del 1279 che lo distrusse. Fu ricostruito ed ampliato "ex novo", definitivamente, negli ultimi anni del Seicento. Della chiesa medievale è visibile un affresco di Francescuccio di Cecco Ghissi e l'importante scultura lignea trecentesca di San Nicola da Bari, realizzata dal Maestro dei Magi di Fabriano. 

La chiesa vanta la più ricca e importante collezione di tele manieristiche e barocche, con dipinti di Filippo Bellini, Andrea Sacchi, Giacinto Brandi e Guercino

La drammatica 'via crusis' nei luoghi del disastro, mostra uno Zeri stanco che incede lento, affaticato e sempre più sgomento, tra le macerie cadute sui suoi più amati studi di un tempo lontano.
Zeri entra nella Cattedrale di San Venanzio, nota come Cattedrale di Fabriano, sorta intorno al Mille e dopo vari rifacimenti, eretta in stile tardo Barocco nel 1728, con pianta a croce latina e un'unica navata con piccole cappelle laterali, decorate da affreschi del XIV e XV secolo. Dell'antico edificio, la Cattedrale conserva solo l'abside poligonale esterno e all'interno un Fonte Battesimale. 

Anche qui polvere, frammenti di calcinaccio. L'unica cosa che è stata tolta sono gli arredi degli altari, cioè i candelieri le carteglorie eccetera. Però quadri importantissimi di questo edificio sono ancora qui esposti alla polvere e direi anche all'umidità … In questa chiesa piove !
Federico Zeri

Zeri passa in rassegna i quadri importanti conservati nella chiesa, dalle preziose Storie della Passione, alla mirabile Crocifissione (1620 ca) del  caravaggesco Orazio Gentileschi. Zeri definisce la chiesa una "pinacoteca" e si chiede come mai non sono stati rimossi i quadri famosi di Salvator Rosa, Gregorio Preti, Giovan Francesco Guerrieri, Giuseppe Puglia e altri.

Prima di lasciare Fabriano, voglio rivedere un luogo che ho già visitato molti anni fa, ed è una biblioteca che contiene decine di migliaia di volumi, la Biblioteca Comunale
Federico Zeri

Lo studioso si riferisce all'Oratorio della Carità, un edificio ultimato nel 1598 che, all'indomani, vide all'opera per la sua decorazione l’urbinate Filippo Bellini, artista poco noto ma di valore, erede di Lorenzo Lotto. Qui Zeri denuncia un raro e prezioso luogo d'arte celata. La biblioteca infatti, conservava ancora le migliaia di libri libri e scafali che nascondevano il capolavoro di affresco tardo Manierista. 

L’Oratorio della Carità, di proprietà del Comune di Fabriano, fu sgomberato e aperto al pubblico nella sua magnificenza, solo dopo il restauro successivo al sisma del 1997.  Zeri aveva salvato e restituito alla collettività un altro capolavoro

Con il terremoto che colpi Fabriano nel 2016, le cose andarono diversamente. Nonostante una magnitudo di 6.5, i lavori per la  messa in sicurezza degli edifici fatti nel 1997 risparmiarono altri danni.