1849-1871 Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione

Una mostra ripercorre il ruolo della comunità ebraica nel Risorgimento

10 Nov 2021 > 27 Mag 2022

Gli ebrei, romani e italiani, hanno giocato un ruolo da protagonisti nel percorso risorgimentale di emancipazione e di libertà che li ha portati al pieno godimento dei diritti civili e che, insieme, ha guidato gli italiani all'unità nazionale, spezzando il giogo straniero. Quello degli ebrei è dunque un cammino intrecciato indissolubilmente alle sorti dell'Italia e questa mostra lo chiarisce con efficacia.
Alessandra Di Castro, presidente della Fondazione per il Museo Ebraico di Roma


La mostra 1849-1871 Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione, allestita presso il Museo Ebraico di Roma, propone un percorso attraverso circa settanta opere, tra dipinti, sculture, documenti inediti, prestiti dei più importanti musei italiani del Risorgimento e di prestigiose collezioni private, con lo scopo di far conoscere e raccontare l’impegno e il coinvolgimento degli ebrei italiani nel processo unitario nazionale.
Dall’eroica Repubblica Romana del 1849 alla proclamazione di Roma capitale nel 1871, si fece evidente l’identificazione tra lo spirito risorgimentale e la millenaria storia ebraica. Una comune idea di riscatto e orgoglio identitario portò alla costruzione dell’Italia unita e alla liberazione dalla secolare costrizione nei ghetti.

L'esposizione dedica particolare attenzione alla Comunità Ebraica di Roma, dove gli ebrei presenti da più di venti secoli, erano stati rinchiusi in un ghetto a partire dalla bolla papale di Paolo IV del 1555. Per la specifica posizione all’interno dello Stato Pontificio, gli ebrei romani conquistarono i loro diritti e la piena libertà solo in seguito l’annessione di Roma al Regno d’Italia nel 1870. Così le grandi figure patriottiche del Risorgimento intrecciarono le loro vicende personali e politiche con il mondo ebraico, trovando anche il sostegno di coloro che combatterono in prima linea in nome della futura patria. Gli ebrei della penisola parteciparono sentitamente al fenomeno rivoluzionario con l’obiettivo di rivendicare la loro piena italianità e al contempo dimostrare che il loro credo religioso poteva fondersi con l’ideale civile del culto della Nazione propugnato da Giuseppe Mazzini. L’effervescenza del momento storico e l’interazione che vi era tra i diversi ambienti culturali risaltano attraverso le storie di alcuni personaggi: da Massimo d’Azeglio a Giuseppe Mazzini, da Isacco Artom a Giacomo Segre, da Sara Nathan a Samuele Alatri, documentati attraverso opere pittoriche, scultoree e  numerosi scambi epistolari.


Alberto Issel: La Perlustrazione, 1872. Olio su tela 110x190 cm. Genova, Collezione privata

Un focus significativo è aperto sui pittori-soldato ebrei. È nel periodo dell’emancipazione che gli artisti ebrei si unirono all’avanguardia culturale della nuova Italia rappresentata dai Macchiaioli, il grande movimento toscano connesso agli ideali del Risorgimento. Di questo gruppo, caratterizzato dall’attenzione alla pittura en plein air realizzata con ampie pennellate e contrasti tonali, fecero parte Vito D’Ancona e Serafino De Tivoli. I due pittori, impegnati a combattere come volontari al fianco di Garibaldi, privilegiarono il genere di ispirazione paesistica e il ritratto. Il piemontese Raffaele Pontremoli e il ligure Alberto Issel orientarono invece la loro pittura verso quadri incentrati sulle battaglie risorgimentali, affiancando ai fucili delle battaglie i pennelli per rappresentarle. 
Il percorso espositivo è accompagnato da un’installazione sonora con musiche realizzate in epoca risorgimentale. Sono gli Inni musicali in omaggio a Vittorio Emanuele, composti dal noto musicista ebreo romano Amadio Di Segni su parole di Crescenzo Alatri, e Annoten Teshuà (benedizione al sovrano), canto tradizionale di Roma armonizzato dal Maestro Amadio Di Segni.

La mostra, realizzata sotto gli auspici della Comunità Ebraica di Roma e della Fondazione per il Museo Ebraico di Roma, con la collaborazione del Dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il supporto di Acea SpA, della David Berg Foundation, di Ronald S. Lauder e di una fondazione filantropica internazionale, è curata da Francesco Leone e Giorgia Calò, membri del Consiglio Scientifico della Fondazione Museo Ebraico di Roma, presieduta da Alessandra Di Castro.
 
1849-1871 Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione
 Museo Ebraico di Roma, dal 10 novembre 2021 al 27 maggio 2022

In copertina: Raffaele Pontremoli, Battaglia di San Martino (1897), Asti, Museo del Risorgimento