L'Istituto centrale per il restauro (ICR) è un istituto dotato di autonomia speciale del Ministero della Cultura, attivo nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. Ha sede a Roma, nel complesso monumentale del San Michele a Ripa Grande.
L'ICR nasce nel 1939 su progetto di Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi, con l'obiettivo di dare al restauro basi scientifiche e di unificare le metodologie di intervento sulle opere d'arte e sui reperti archeologici.
Oggi i suoi compiti istituzionali sono tre:
· la ricerca tecnica e scientifica applicata al restauro e alla conservazione;
· la realizzazione di restauri di particolare complessità;
· la formazione dei restauratori, attraverso la Scuola di Alta Formazione (SAF).
L'elemento di novità della sua impostazione è l'unicità dell'organismo: ricerca, formazione, restauro sistematico e continuo e sperimentazione si svolgono contemporaneamente nello stesso luogo.
All'interno dell'Istituto collaborano storici dell'arte, architetti, archeologi, antropologi, fisici ed esperti di controlli ambientali, chimici, biologi e restauratori specializzati nei diversi materiali: dipinti, tessuti, opere d'arte su carta, metalli, ceramiche, pietre, cuoio e legno. La consapevolezza dell'interdisciplinarità e il confronto costante tra approcci professionali e scientifici diversi sono il fondamento di una pratica del restauro corretta e rigorosa.
Le indicazioni teoriche e metodologiche tracciate da Cesare Brandi, primo direttore dell’istituto, sono state sviluppate e integrate dai successivi direttori Pasquale Rotondi e Giovanni Urbani, anche attraverso esperienze complesse, come i danni post-bellici, l’alluvione del 1966 e i danni post-sismici. Forte dell’unità metodologica fondata sulla Teoria brandiana, l’Istituto è protagonista in Italia di interventi di restauro su capolavori del nostro Patrimonio. Tra questi: i dipinti murali delle tombe etrusche di Tarquinia, di Pompei e della Domus Aurea; gli affreschi di Giotto ad Assisi e agli Scrovegni e quelli di Mantegna a Mantova; le statue bronzee di Marco Aurelio a Roma, dei Guerrieri di Riace e del Satiro Danzante di Mazara del Vallo; la Torre di Pisa; le grandi tele di Caravaggio, Guercino, Lorenzo Lotto e Carpaccio; i polittici di Antonio Vivarini e molti altri.
La Scuola di Alta Formazione
La SAF è un percorso d'eccellenza per chi vuole diventare restauratore. La preparazione è solida e si basa su attività tecnico-didattiche svolte direttamente su manufatti riconosciuti come beni culturali e soggetti alle disposizioni di tutela. Al termine del corso quinquennale la Scuola rilascia un diploma equipollente alla Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (classe LMR/02), che abilita alla professione di restauratore di beni culturali. Dal novembre 2015, oltre alla sede di Roma, è attiva anche una sede a Matera.
Prodotto d’eccellenza dell’Istituto è il Sistema Informativo Territoriale della Carta del Rischio del Patrimonio Monumentale, un insieme di banche dati che documenta la vulnerabilità del patrimonio, monumentale e archeologico, italiano in relazione ai principali fenomeni di rischio naturale (terremoti, frane, alluvioni, condizioni meteoclimatiche, inquinamento) e antropico (furti, incendi, abuso turistico).
Attività internazionale
Da anni l'ICR svolge un ruolo importante anche all'estero, partecipando a progetti promossi dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Commissione Europea e dal Comitato per il Patrimonio mondiale dell'UNESCO. Si occupa in particolare della formazione permanente di tecnici in grado di affrontare i problemi di conservazione e restauro di aree archeologiche, siti monumentali e oggetti d'arte nei propri paesi. Ha svolto attività in molti paesi, tra cui Algeria, Afghanistan, Egitto, Iran, Iraq, Kosovo, Siria, Argentina, Cina, Giappone, India, Malta, Messico, Portogallo, Serbia, Sudan e Turchia.
Per scoprire che cosa accade all’interno dell’Istituto, questo speciale riunisce i video di Rai Cultura e le “pillole video” realizzate dall’ICR nei laboratori della Scuola di Alta Formazione.