Lo Speciale “Olivetti. Immagine e storia”, racconta la grande parabola dell’impresa di Ivrea attraverso le vive testimonianze di quanti hanno vissuto quel momento rivoluzionario, documenti unici che si uniscono a dichiarazioni di coloro che tutt’oggi perseguono, studiano e ricercano le profonde radici di un’utopia divenuta realtà.
Lo Speciale apre con un focus, realizzato attraverso una mostra (Olivetti. L'arte di comunicare, Musei Civici di Bassano del Grappa, 2026), tutta dedicata all'“industrial design” concepito e realizzato dall’azienda, un’immagine coordinata che la rese unica e riconoscibile nel mondo, un sinonimo di qualità, bellezza e funzionalità irripetibile nel suo genere.
A seguire, Lo Speciale propone la storia e i fatti della grande azienda Italiana del Novecento, dall’ingegnere Camillo Olivetti (1868–1943) che la fondò nel 1908, al figlio Adriano (1901-1960) che la condusse fino alla morte.
Uomo di vastissima cultura, Adriano Olivetti, ingegnere chimico, fu scrittore, politico, ideologo e promotore di un'infinità di iniziative ardite e intelligenti provenienti, in parte, da quanto aveva già tracciato il padre. Infatti, fin dal 1929, per far fronte alla crisi fa nascere il primo “Ufficio Sviluppo e Pubblicità” interno a un’impresa italiana, una fucina creativa diretta da Leonardo Sinisgalli, “il poeta ingegnere”, in team con i maggiori e futuri intellettuali italiani, spesso anomali, tra architetti, designer, artisti e scrittori. Solo alcuni nomi, Paolo Volponi, Ottiero Ottieni, Ignazio Silone, Alberto Savinio, Italo Calvino, Attilio Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Bruno Munari, Marcello Nizzoli e in seguito, Giovanni Pintori, Umberto Eco e tanti altri. Il suo “industrial design” di portata internazionale, coinvolge tutti i settori, dall'urbanistica, all'architettura, fino all’editoria, alla pubblicità e al cinema.
Le vicende si intrecciano con gli oggetti, dal primo rudimentale modello di macchina da scrivere, la “Olivetti M1” (1908) progettata da Camillo, fino alla produzione dei primi personal computer che anticipano largamente la ricerca d’oltre oceano. Nel mezzo, Adriano lancia modelli di macchine oggi diventate icone di design: ne sono esempio, “Lettera 22”, premiata con Compasso d'Oro e la “Valentine” (1969), ideate da designer d’eccellenza, rispettivamente, Marcello Nizzoli ed Ettore Sottsass.
Nell’unica intervista rilasciata da Adriano Olivetti pochi giorni prima di una morte improvvisa, qui proposta, un uomo semplice, cordiale ed elegante afferma:
“È un problema di estrema complessità, dovremmo cercare di capire una questione fondamentale, quella del rapporto dell’uomo dentro la fabbrica e fuori la fabbrica”
Il pensiero umanistico di Adriano Olivetti, nel programma di “Comunità” presentato nel 1945 è oggi ancora guardato come una delle basi teoriche del federalismo. Le sue comunità territoriali organiche a un tessuto culturale omogeneo ed economicamente autonomo, saranno oggetto di una politica che lo vede dapprima sindaco di Ivrea e poi, con un unico seggio, provare l'esperienza nel dibattito parlamentare italiano.
Oltre alla riduzione dell’orario di lavoro, alle case, asili e scuole destinati ai suoi lavoratori, Olivetti creava per la fabbrica anche un'importante biblioteca, tutt'oggi consultabile presso l’Archivio Storico Olivetti di Ivrea, che offriva letteratura assieme alle più importanti riviste culturali italiane e straniere del momento; questi periodici, che all'epoca entravano solo nelle case dell’élite, Olivetti li metteva a disposizione dei suoi operai nelle pause di lavoro.